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lunedì, 31 gennaio 2005

E' on line, dopo un corposo e proficuo restiling, il sito dello scrittore ed apologeta Rino Cammilleri.

Interessante la formula dei suoi Antidoti: una via di mezzo fra un blog ed un sito vero e proprio. I suoi periodici pezzi sono, comunque, imperdibili 

sebastianomallia | Permalink | commenti (2)

venerdì, 28 gennaio 2005

Sempre più schierato -e sempre meno obiettivo, a dispetto dei messaggi di posta che va inviando a chi protesta- il Magazine del Corriere della Sera, il quale (dopo un significativo servizio dedicato all'outing di alcuni vip omosessuali) questa settimana non ci ha fatto mancare la consueta disgustosa inoculazione del prof. Giulio Giorello, filosofo della scienza, appassionato in acidità verso i cattolici oltre che in commosse elegie su quell'alambiccaro che fu Giordano Bruno.

Mira degli strali del professore è, stavolta, Giancarlo Cesana -componente storico di Comunione e Liberazione- attaccato con argomentazioni discutibili per aver "scatenato la retorica" sul bisogno di Dio dopo lo tsunami.

Riferendo della risposta di Emanuele Severino a Cesana sul significato, secondo questo singolare filosofo, della Provvidenza cristiana, Giorello s'improvvisa comunicatore ed autore di parabole e -per dare l'idea di Severino- ha affermato testualmente:

"ricordate Alessandro Manzoni? A migliaia crepano di peste perchè Renzo e Lucia possano finalmente realizzare il loro sogno d'amore"

Una nuova ri-lettura dei Promessi Sposi, non c'è che dire: se non fosse così traboccante di boria e di rancore andrebbe proposta per una rivisitazione del trio Marchesini-Solenghi-Lopez...

Il fatto è che, con questa gente, è inutile discutere: ne ha avuto un assaggio Antonio Socci, qualche sera fa da Ferrara.

Ma quello che mi colpisce è la desolante gaffe nella quale incorre Giorello -su imbeccata all'incoscio di colui che certamente gli suggerisce certi confronti- proprio nei confronti di Cesana.

E' notorio, infatti, che il ciellino ha perduto, anni fa, la moglie in un incidente d'auto in Brasile: nessuno come Cesana può sapere ("sulla sua pelle", come ha detto proprio Giorello) cosa significhi un sogno d'amore infranto, su questa terra, dall'improvviso "crepare" di chi ti sta accanto; nessuno -credo- sia più autorizzato di lui nel parlare della Provvidenza, con la Speranza che (nonostante tutto) non tramonterà mai nel cuore.

Lasci perdere, professore, certi discorsi. Forse per Lei è meglio dedicarsi a Dylan Dog ed ai suoi cimiteri.

sebastianomallia | Permalink | commenti (2)

mercoledì, 26 gennaio 2005

Stasera, su RAIUNO dalle 23.00 circa, a Porta a Porta, si parlerà del miracolo della statuetta di gesso dei Gregori, dieci anni dopo la lacrimazione di sangue che tanto scalpore ha fatto.

Ospite di Bruno Vespa, con altri, Vittorio Messori che ha contribuito, con le sue anticipazioni sul ponderoso dossier sul caso, uscite domenica sul Corriere della Sera, a riproporre il caso all'attenzione dei media.

sebastianomallia | Permalink | commenti

mercoledì, 19 gennaio 2005

Ecco fatto: inserisco in et-et.it il secondo articolo di Vittorio Messori sul caso dei bambini ebrei o, per meglio dire, sulle pseudo repliche di qualche professore...

Spiazzante (o, a seconda dei punti di vista, "incastrante") come sempre: buona lettura.

sebastianomallia | Permalink | commenti (3)

domenica, 16 gennaio 2005

Il commento di Filaretum -vedi sotto- al mio ultimo post mi ha sollecitato questa riflessione sui rapporti fra il popolo ebraico e la Chiesa Cattolica: volevo limitarla ad un mio commento, ma -anche per la lunghezza- ne faccio qui un post.

San Paolo afferma che il mistero della conversione degli ebrei (in quanto popolo) al cristianesimo è strettamente legato alla fine della Storia.
E non è la sola cosa "misteriosa" che riguarda questo Popolo.

Il cristianesimo -e, in particolare, il cattolicesimo- li pone (è una mia riflessione che faccio ora, alla luce della tua) di fronte alla presenza di quel Messia che ancora attendono e che molti si sono stancati di attendere.

Da qui, credo, questa conflittualità con la Chiesa Cattolica che -si protrebbe dire, ribaltando la prospettiva- "conferma" come l'unica vera Chiesa di Cristo (e degli apostoli, in polemica con il sinedrio del tempo) sia proprio la nostra.
Il fatto è, insomma, che (nell'eucarestia, nel sacramento dell'ordine, nel Papa -verso il quale, non a caso, è spesso più pressante la polemica e l'ostilità di alcuni israeliti) nella Catholica il Cristo -lo afferma la Fede- è ancora presente (stavo per mettere le vigolette ma poi, trattandosi appunto di una realtà, le ho tolte).

Non è certo l'unica chiave di lettura della storia dei nostri rapporti, ma mi sembra interessante.
Così come credo che molto influisca un fatto "carnale": cibandoci realmente del Corpo e del Sangue di Cristo, noi cattolici finiamo per essere assimilati a Lui. Siamo, quindi, un po' "semiti" anche noi: il che -mi pare- ha qualche ricaduta pure nei nostri reciproci rapporti.

Spesso è proprio fra consaguinei che i contrasti e le dispute assumono un sempre maggiore pathos...

Come in quell'Israele di duemila anni fa...

sebastianomallia | Permalink | commenti (3)