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venerdì, 25 marzo 2005

Torno ora dalla funzione del Venerdì Santo.

Non lo avevo notato prima: morto il Cristo, la sua sepoltura è curata da due giudei, maschi, della classe sacerdotale, Giuseppe d'Arimatea e Nicodemo.

Essi erano discepoli, fino ad allora, di nascosto: Giovanni lo dice espressamente del primo, proprio nel passo di oggi mentre, del secondo, è dato evincerlo dal modo clandestino (di notte) con il quale egli si reca da Gesù.

Interessante: quei due alti dignitari religiosi, in vita, non seguono questo maestro ambulante, ma -al contrario- quando le folle che lo accompagnano spariscono e molti dei discepoli "pubblici" si dileguano, in questo momento di "ignominia" e di "sconfitta" di quel predicatore, essi assumono rischi pesanti, esponendosi pubblicamente per dar sepoltura al suo corpo. Si pensi a Giuseppe che va persino da Pilato a farsi dare il permesso di prenderlo, senza dire del modo in cui i due "trascurano" quella legge ebraica che impediva ai loro confratelli di contaminarsi persino entrando dal procuratore romano.

La morte di Gesù fa "scattare qualcosa" in loro che lo fa uscire allo scoperto: l'evento deve aver assunto, poi, per Nicodemo sconvolgenti effetti personali, visto che è a proprio a lui che il Maestro disse, in tempi non sospetti:  “Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me” (come annota, significativamente, proprio Giovanni, 12,32).

Mi piace pensare -non sono, purtroppo, così erudito- che da questa vicenda la Chiesa abbia tratto la convinzione che uno dei segni della fine sarà la conversione degli ebrei al Cristianesimo. Nel parallelismo fra la vita di Gesù e quella della Sua Chiesa, quest'ultima sa già che -improvvisamente quanto sorprendentemente- dal Popolo del Suo Signore verranno fuori discepoli fino ad allora "nascosti", anche a loro stessi.

sebastianomallia | Permalink | commenti (10)

giovedì, 24 marzo 2005

Alla fine, il TAR del Veneto ha deciso: il Crocefisso resta in classe. Proprio in questi giorni, alla vigilia della memoria della Passione.

Ma quasi tutti i giornali sembrano aver ignorato la notizia: nel web del Corriere non ve n'è assolutamente traccia, nè si ottiene qualcosa inserendo la parola nel motore di ricerca.

Sospensione di ogni polemica -un po' ipocrita- in vista dei riti della Pasqua o scarsa voglia di ammettere, per molti, di aver perso una battaglia?

Comunque, il Crocifisso resta dov'era (cioè, laddove qualche preside non l'ha espunto di netto), almeno per ora: ne siamo felici, anche -se non soprattutto- perchè ci ricorda quale prezzo è stato pagato per salvarci dalle nostre stesse mani. 

sebastianomallia | Permalink | commenti (4)

venerdì, 18 marzo 2005

Curiosa -ma, lo ammetto, forse azzardata- “intuizione”. Sia fotocopiando un foglio con un disegno colorato di nero, sia fotocopiando un disegno di colore rosso, il risultato è identico: due fotocopie di colore nero intenso. Suggestivo: di fronte ad un fascio intensissimo di luce il “rosso”, non diventa -come altri colori- un più o meno chiaro o scuro “grigio”, ma si assimila del tutto il “nero”. Non c’è -mi spingo troppo oltre, lo so- un sinistro “richiamo” a quei due estremi ideologici -simboleggiati dal “rosso” e dal “nero”- che proprio in questi nostri tempi rivelano il loro vero e comune volto, tendendo entrambi al nichilismo assoluto, al nulla (al “buco nero”, appunto...) di una certa prospettiva oggi in voga? E, a rendere evidente questa “comunanza”, da sempre, non è sempre stata -come per un bizzarro parallelo- la luce, intensa ed abbagliante per definizione (e, per qualcuno, anche per esperienza) della fede?

La butto lì: fatene un po’ quello che vi pare... 

sebastianomallia | Permalink | commenti

mercoledì, 09 marzo 2005

Fresca di oggi la notizia che Jorg Haider, leader dei Nazional-liberali e, un tempo non troppo lontano, spauracchio sventolatoci in faccia, ha fatto fuori dal suo partito l'ala più radicale e xenofoba, virando "al centro".

L'articolista riferisce altresì dei successi di Wolfgang Schussel, il cancelliere cristiano-democratico "che ha trasformato l'Austria in una delle più dinamiche economie d'Europa".

Eh sì: proprio quello stesso Schussel diffamato e linciato dalla stampa internazionale per aver imbarcato, in un governo di salute pubblica dopo il disastro socialista, proprio Haider e la sua combriccola.

I classici due piccioni con una fava: mandandolo al governo, Schussel ha depotenziato la spinta "eversiva" di Haider (molto basata sul malcontento degli austriaci) e reso florido e in crescita il suo Paese, costringendo l'avversario ad inseguirlo verso il "centro" politico, quasi rendendolo un "moderato".

Certo è che la politica, a volte, riserva davvero delle sorprese, quasi mai individuate dai suoi stessi "esperti"...

sebastianomallia | Permalink | commenti (4)

mercoledì, 09 marzo 2005

Nonostante -quest'anno- non abbia voluto rinnovarne l'abbonamento, continuano a mandarmi a casa una rivista "cattolica" .

Premio l'insistenza e, sfogliandola velocemente, noto tre cose:

1. Si invitano i lettori a recarsi alle urne per il prossimo referendum sulla fecondazione assistita per votare "no". Ho la vaga sensazione che il card. Ruini abbia dovuto "preludere" di nuovo sulla scelta dell'astensione, ieri l'altro, proprio a seguito di prese di posizione come questa. Per conto suo, Romano Prodi si è adeguato e, rintuzzando la prolusione ruiniana, ci ha fatto subito sapere che lui si recherà alle urne, ritenendosi un cristiano "adulto". Ed io che ho sempre pensato che Prodi fosse più giovane di Ruini...

2. In un box della pagine dedicate alla Chiesa nel mondo (anzi, alle chiese, come amano dire, anzi ancora, da un generico "mondo della fede"), danno un resoconto dell'ultima riunione della Conferenza Episcopale Venezolana, espressasi duramente in merito alle due ultime pagliacciate elettorali gestite -e, di conseguenza, vinte- da Hugo Chavez. Dato spazio (verrebbe da dire "ecumenicamente") a due monsignori, l'articolista chiude il pezzo dando l'ultima parola alla reazione "infastidita" del vice presidente Rangel ed alla sua accusa ai vescovi di schierarsi con l'opposizione. Si sa che, per certi cattolici, l'ultima parola non deve mai spettare a loro.

3. Con uno dei suoi primi servizi, la rivista ci informa che la Teologia della Liberazione (TdL, come la chiama l'articolista) mostra "di essere in buona salute", come dimostrato -sempre secondo l'articolista- dal suo ultimo appuntamento mondiale, molto originalmente chiamato "forum" ed, altrettanto originalmente, svoltosi a Porto Alegre, in Brasile, nuovo luogo cult di un certo tipo di cultura. E, sempre nel solco della "novità", ecco la foto di Leonardo Boff  e l'intervista ad un teologo il quale, dopo trent'anni (come se la storia non avesse insegnato qualcosa) afferma perentoriamente che "la lotta di classe non è finita" e che egli continua ad usare il marxismo come teoria e "strumento per determinate lotte". E' davvero consolante constatare come, al mondo, c'è qualcuno che si evolve...

sebastianomallia | Permalink | commenti (4)