“Le mie ore si annullano in questa sabbia, e ogni ora mi ruba una goccia di vita, un sorriso dei miei figli, e io vedo me stesso scendere gradino per gradino la scala che non si risale mai più. Questa noia che sa di catrame come l’aria di questa terra ostile… Un anno è finito. Un anno comincia. La noia continua, niente di nuovo”.
Così Giovanni Guareschi, dal lager, rinchiusovi dai fascisti per la sua volontà di non collaborare. Un ritratto dell'autore di don Camillo lo ha tratteggiato Francesco Agnoli sul Foglio del 9 luglio scorso: lo si trova su Totus Tuus Network a questo indirizzo .
Riporto qui il brano, impressionato dalla lucidità d'analisi degli esiti di ogni persecuzione (specie se a causa del Vangelo) e, soprattutto, dal fatto che quello stato d'animo è identico a quello di arriva al fondo della seduzione, di ogni seduzione o blandizie o, se volete, piacere.
A riprova che seduzione e persecuzione nulla sono, in fondo, se non la stessa merce -avariata- del solito piazzista e truffatore.
"La noia continua, niente di nuovo", appunto...
sebastianomallia | Permalink | commenti (2)
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