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sabato, 20 agosto 2005

“Le mie ore si annullano in questa sabbia, e ogni ora mi ruba una goccia di vita, un sorriso dei miei figli, e io vedo me stesso scendere gradino per gradino la scala che non si risale mai più. Questa noia che sa di catrame come l’aria di questa terra ostile… Un anno è finito. Un anno comincia. La noia continua, niente di nuovo”.

Così Giovanni Guareschi, dal lager, rinchiusovi dai fascisti per la sua volontà di non collaborare. Un ritratto dell'autore di don Camillo lo ha tratteggiato Francesco Agnoli sul Foglio del 9 luglio scorso: lo si trova su Totus Tuus Network a questo indirizzo .

Riporto qui il brano, impressionato dalla lucidità d'analisi degli esiti di ogni persecuzione (specie se a causa del Vangelo) e, soprattutto, dal fatto che quello stato d'animo è identico a quello di arriva al fondo della seduzione, di ogni seduzione o blandizie o, se volete, piacere.

A riprova che seduzione e persecuzione nulla sono, in fondo, se non la stessa merce -avariata- del solito piazzista e truffatore.

"La noia continua, niente di nuovo", appunto...

sebastianomallia | Permalink | commenti (2)

venerdì, 19 agosto 2005

Nella liturgia della domenica appena trascorsa, il colloquio di Gesù con la cananea, con quell'epiteto mitigato ("cagnolini") frutto del crudo esclusivismo ebraico.

Riascoltare l'episodio mi fa tornare in mente il commento al passo di un pastore protestante, nel quale il Cristo passa per un tipo marchiato dal pregiudizio della sua gente e del suo tempo, tanto da venire condotto solo dall'insistenza della fenicia su posizioni più "aperte" e "corrette", fino ad accordarle il sospirato miracolo.

Curioso "Signore" e "Salvatore", questo dipinto dal pastore radiofonico, che passa da un'ottusità prossima al razzismo alla generosa onnipotenza solo on demand e, per giunta, dopo essere stato "edificato" dall'umile straniera. Il tutto con una repentina mutazione d'atteggiamento: dal disprezzo per un essere sub-umano all'esaltazione della fede di lei.

Ma, vien da chiedere all'acuto pastore, fede in chi ?: il quel rabbi scontroso ed etnicamente geloso ovvero nella divinità intravista da quella donna ed esplosa istantaneamente e spontanemente in lui dopo le insistenze di lei?

sebastianomallia | Permalink | commenti