Esiste, secondo voi, la telepatia intuitiva?
Se si, credo di averne registrato un sintomo l'altro giorno quando, durante la pausa caffè, mi sono imbattuto nelle immagini televisive della celebrazione del Vittoriano dell'altro giorno. E' stato un senso di disagio, avvertito in particolare dopo la visione di alcune bambine, di bianco vestite ma bardate con altrettante fascie del tricolor nostrano, che danzavano sul "sagrato" di quell'altare della nostra amata patria.
L'occasione era la riapertura delle scuole ma, chissà perchè, è andata a coincidere non col lunedì 19, ma con il martedì ventisettembre.
Il disagio, inconsapevole, mi portava da subito con la mente (senza riflettere, però, sulla "coincidenza") alle manifestazioni del ventennio, coi figli della Lupa, arruolati per le occasioni che contano e per ascoltare le prediche che, in queste stesse occasioni, si declamano.
"Suggestione", penso, ricordando una passeggiata dell'anno giubilare dai Fori imperiali a Piazza Venezia con, nel bel mezzo del percorso, quel mausoleo voluto dalla nuova casta degli "italianissimi", a fare da trait d'union involontario (non erano profeti Cavour e compagnia) fra il luogo del paganesimo della Roma che fu e quello della Roma che si voleva, grottescamente, riportare in auge. Non sono, per un cristiano, segni dei tempi (sia pure di quelli che furono)?
Sbofonchio una battuta in merito, mi becco lo sguardo un po' perplesso dei due colleghi di studio che mi accompagnano e la cosa finisce lì.
Oggi, invece, il Corriere riporta le parole del Presidente della Repubblica dettate per l'occasione.
Porta Pia come Gerusalemme, insomma: l'uno e l'altro (purchè italiano) sarebbe nato in essa; in quello squarcio, il parto di una nazione, la fine della divisione e l'inizio dell'unità (quella "vera", perchè certificata dalla cartina geografica).
Ha buon gioco il cronista solferino (per la via da cui scrive, non per quella in cui pare incamminato) a bollar di "papismo" tutti gli "altri", ruiniani compresi: che c'è di più antipapesco che quel buco nelle mura di Roma, della fine del Papa pubblico finalmente ridotto (per i brecciaioli "riconsegnato") al solo potere spirituale, ricacciato -in ultima analisi- nella sua sacrestia?
E' sì, lì è nata l'Italia (poco importa se monarchica e non quella repubblicana da Ciampi presieduta) in un singolar parto in cui, dalla breccia, non si esce ma si entra.
E' nata, infatti, anche l'Italia che entra in casa nostra e che, alla faccia del liberalismo che voleva propugnare, fece tracimare lo Stato nella società. E' l'Italia del catechismo laico da diffondere, ostruendo qualunque altro.
Eh sì, sembra aver risposto infelicemente al Ruini "antipacstico", il nostro Carlazzeglio, mentre ripensava ai Sabaudi che breakavano, mentre ascoltava le note dell'inno patrio.
Noi siamo ancora i papisti e lo saremo sempre, anche se paghiamo le tasse in questo Paese, anche se abbiamo dovuto lasciarlo per la povertà che quei Sabaudi provocarono nel Meridione giusto da allora, anche se abbiamo dovuto pagare il dazio di sangue nelle guerre volute da quei italianissimi per difendere la loro statolatria ed il loro nazionalismo.
Il nostro (?) Presidente non ci degna nemmeno di uno sguardo nè di un pensiero. Ma, perchè mai dovrebbe, se ha inteso ed intenderà sempre rappresentare solo i figli della Breccia?
Post scriptum
Quegli stessi figli che, alle parole presidentesche, hanno reagito così di seguito (copio e incollo dalla newsletter dei lefebvriani: come dare, almeno su questo, loro torto?).
RADICALI/DEPOSITANO CORONA ALLORO PER ANNIVERSARIO 20 SETTEMBRE
Alle 16 alla Breccia di Porta Pia
20-09-2005 12:07
Roma, 20 set. (Apcom) - Verrà deposta oggi, alle 16, una corona di alloro presso la Breccia di Porta Pia, in occasione dell'anniversario del 20 settembre. A compiere il significativo gesto sarà una delegazione radicale composta dal presidente del partito Radicale, Sergio Stanzani, dal segretario, Daniele Capezzone, dal Tesoriere, Rita Bernardini. Ci saranno inoltre il segretario dell'Associazione Luca Coscioni, Marco Cappato e il segretario di Anticlericale.net, Maurizio Turco.
PORTA PIA/ CIAMPI: ROMA CAPITALE ITALIA FU' COMPIMENTO DI UN SOGNO
Il Capo dello Stato celebra fine dominio Stato Pontificio su Roma
20-09-2005 12:45
Roma, 20 set. (Apcom) - "Mentre cantavamo tutti insieme l'inno di Mameli il mio pensiero è corso alla data di oggi, 20 settembre. Il 20-9-1870, Roma capitale dell'Italia unita in compimento del sogno risorgimentale". Il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, nel suo discorso al Vittoriano, in occasione dell'anno scolastico ha voluto pubblicamente ricordare ed elogiare l'anniversario del 20 Settembre che, con la presa da parte dei Bersaglieri di Porta Pia, segnò la fine della dominazione dello Stato Pontificio su Roma e la sua annessione all'Italia, per diventarne la capitale.
PORTA PIA/ GIORDANO: DA CIAMPI UN GESTO SIGNIFICATIVO
Sancisce la fine del potere temporale della Chiesa su Roma
20-09-2005 13:06
Roma, 20 set. (Apcom) - "Un fatto importante e significativo, molto apprezzabile. L'esatto opposto di quanto accaduto qualche anno fa quando alcune personalità, tra cui Fazio e il principe Ruspoli, avevano visto tale episodio come una ferita della storia del nostro paese". Così Franco Giordano, capogruppo del Prc alla Camera apprezza la celebrazione dell'anniversario del 20 Settembre da parte del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. "Si tratta - sottolinea Giordano - di una vicenda storica che sancisce l'unità del nostro paese e la fine del potere temporale da parte delle gerarchie ecclesiastiche" sulla città di Roma.
PORTA PIA/ CAPEZZONE: GRAZIE A CIAMPI HA RICORDATO DATA CRUCIALE
Oggi alle 16 presenza radicale a Porta Pia
20-09-2005 13:13
Roma, 20 set. (Apcom) - "Desidero esprimere il mio ringraziamento al Capo dello Stato per le parole appropriate e quanto attuali, con cui ha ricordato il 20 settembre 1870, che mi hanno ricordato quelle (che mi parvero altrettanto opportune e benvenute) pronunciate nel corso dell'incontro tra lo stesso presidente Ciampi e papa Ratzinger nel giugno scorso". E' quanto afferma Daniele Capezzone, segretario di Radicali italiani. "Quella data dovrebbe rappresentare un motivo di festa per tutti - osserva Capezzone -, e in primo luogo per i credenti, che videro la Chiesa finalmente alleggerita dal peso mondano del potere temporale. E quanti cattolici dovettero (e devono ancora?) subire l'angoscia, il dramma personale di voler partecipare alla creazione di uno stato, di uno stato liberale e laico, e di essere - invece - 'compensati' con anatemi e scomuniche... Ed è quanto mai opportuno ricordare quella data proprio di questi tempi, mentre sembrano esservi ben più che nostalgie neotemporaliste da parte del clero conservatore, con le vere e proprie 'condizioni' dettate dal cardinale Ruini su tutto, non solo sui Pacs, come un vero e proprio attore della politica italiana". "Anche per questo, insieme a Rita Bernardini, Marco Cappato, Maurizio Turco e Sergio Stanzani, anch'io - annuncia il segretario dei Radicali italiani -, questo pomeriggio alle 16, mi recherò a Porta Pia, per ricordare quella occasione e gli uomini coraggiosi che la resero possibile".
PORTA PIA/ CIAMPI: ROMA CAPITALE ITALIA FU COMPIMENTO DI UN SOGNO -2-
Inviato attendente di campo a deporre corona
20-09-2005 13:19
Roma, 20 set. (Apcom) - Oltre a ricordare l'anniversario della Breccia di Porta Pia nelle prime parole del suo discorso per l'apertura dell'anno scolastico al Vittoriano Ciampi non ha fatto mancare una corona di alloro a Porta Pia in ricordo dei bersaglieri caduti il 20 settembre 1870. Di primo mattino, infatti, il Capo dello Stato ha inviato un attendente di campo a deporre la corona a Porta Pia.
PORTA PIA/VITTORIO FOA: STO CON CIAMPI, SONO PER LAICITA' STATO
E' "naturale" che la pensi così
20-09-2005 14:06 Roma, 20 set. (Apcom) - "Sono naturalmente per la laicità dello Stato. E sono con il presidente Ciampi". Vittorio Foa, dirigente del partito d'azione e padre storico della Repubblica, non ha dubbi nel plaudire alle parole del Capo dello Stato che stamani, in occasione dell'inaugurazione al Vittoriano dell'anno scolastico, ha ricordato la Breccia di Porta Pia quando Roma capitale d'Italia rappresentò "il compimento del sogno risorgimentale". Pochi giorni fa proprio Ciampi aveva ricordato, in un messaggio per i suoi 95 anni, "l'appassionato amore per la libertà" e "il rigoroso e costante impegno politico" di Foa.
LA MASSONERIA ALL¹OMBRA DEL TRICOLORE. DALL¹UNITA D¹ITALIA ALLA GRANDE GUERRA
Roma, 13 settembre 2005. E¹ ricco di iniziative il programma delle celebrazioni per la tradizionale ricorrenza dell¹Equinozio d¹Autunno e del XX Settembre - anniversario della breccia di Porta Pia - che quest¹anno coincide con una delle iniziative organizzate in occasione del Bicentenario del Grande Oriente d¹Italia di Palazzo Giustiniani.
Le celebrazioni prendono il via venerdì 16 settembre, alle ore 16,30, al Museo Garibaldino di Porta San Pancrazio con l¹inaugurazione della mostra sulla Carboneria e sulla fondazione del Grande Oriente d¹Italia, e, alle ore 17.00, con la prima sessione del Convegno internazionale di studi ³La Massoneria all¹ombra del tricolore. Dall¹Unità d¹Italia alla Grande Guerra². (Š)
Con i suoi duecento anni il Grande Oriente d¹Italia costituisce una istituzione imprescindibile nella storia sia profana che massonica dell¹Italia e dell¹Europa. È, la nostra, una tradizione fatta di sofferenze, lotte, discriminazioni. E, in qualche caso, di grandi ingiustizie subite e che, sino a pochi anni or sono, hanno molto pesato. Celebriamo oggi il nostro bicentenario senza imbalsamare il nostro passato. Viviamo il presente e guardiamo al futuro anche rivisitando criticamente la nostra storia. I nostri duecento anni sono stati spesi al servizio di nobilissimi ideali che hanno permesso di creare una società libera, moderna, democratica ed egalitaria, con religione e potere secolare separati e distinti. Sappiamo che la Massoneria è stata ed è, per alcuni, una presenza imbarazzante: ma questo è per noi motivo di orgoglio. Il fastidio che noi arrechiamo nasce, infatti, dai valori e non dagli interessi, dal desiderio di portare una voce costruttiva e non dall¹ambizione di costituire un potere ³altro². Il nostro spazio è quello della libertà e del confronto tra le varie diversità contro omologazioni e conformismi. Attraverso questa celebrazione intendiamo rilanciare il senso del nostro rinnovato impegno e della nostras capacità di offrire nelle Logge un momento di ricerca, di educazione civile, etica e morale: una ricchezza che mettiamo a disposizione del Paese per rafforzarne e accrescerne i valori su cui esso si fonda.
Il Gran Maestro Gustavo Raffi
Update del 25/9/2005
Mi giunge oggi una e.mail che mi permette di precisare che l'istituto Federici -dal quale ho tratto la rassegna stampa che precede- non è dei c.d. lefebvriani, bensì dei c.d. "sedevacantisti". La differenza c'è ed è giusto che venisse da me fatta la doverosa precisazione.
sebastianomallia | Permalink | commenti (7)
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