Oggi niente spazio per le chiamate del pubblico a Radio Maria: padre Livio ha appena il tempo di comunicare che, ieri, si è spenta Anna Maria Cenci, la dottoressa -era un medico- che da anni, il martedì mattina, commentava la Bibbia "in briciole" per "la famiglia".
Aveva l'età di Giovanni Paolo II, ma la voce non era quella di un'ultraottantenne: timbro giovanile e tonalità nobili, signorili. Io stesso la credetti più giovane, prima di vederne una foto sul Timone, al quale collaborava con una pagina dedicata, ancora una volta, alla Bibbia.
A qualche superficiale quei discorsi che inseguivano i versetti evangelici così come quelli del primo testamento, professandone l'adesione non semplicemente alla verità, ma alla realtà storica effettiva, quei discorsi, dunque, potevano sembrare lontani, inaccettabili.
Si sa, anni di incrostazioni sui "miti", sulle "favole edificanti", sulle "leggende" ci hanno portato proprio a questo: escludere che quanto si narra in quei libri che, con nonchalance a volte troppo scontata, riteniamo ed affermiamo essere la Parola stessa di Dio, fosse realmente accaduto a uomini e donne come noi.
Eppure -con la semplicità che le era propria e che conquistava tutti- Anna Maria Cenci ci credeva, mi pare di aver capito, anche sulla scorta (non solo di una continuità nella tradizione cristiana e cattolica) ma, soprattutto, partendo dal presupposto che la Parola di Dio non può mentire, men che meno su sè stessa, su quanto narra, su quanto e su chi descrive. E, alla fine, aveva "ragione" lei: "filavano", insomma, molto meglio le circostanze in un contesto di loro verosimiglianza che non in quello del mito, dato sempre per scontato.
E colpiva, in lei, quell'atteggiamento passionale (che mal si acconciava con quel tono di voce, mi ripeto, così nobile ed austero, ma che -proprio per questo- impressionava ancor più) a difesa della verità delle cose rivelate, che la portava a saettare contro questo o quel prete od esegeta, contro molti insegnamenti da seminario post-conciliare, contro molto atteggiamento "adulto", che spacciava e spaccia "le cose del Padre" nostro come storielle per (soli) bambini.
Indissolubile da questa predicazione -15 anni nell'etere, come ricordava don Fanzaga stamani- la dott.ssa Cenci portava instancabilmente avanti una rete di preghiera in cui ascoltatori, lettori e corripondenti si univano e si scambiavano richieste, suppliche, e intercessioni.
Esempio bellissimo di et-et (lo so, è un po' una fissazione, ma ce lo vedo anche qui) in cui resta comune il leit motiv di trovarsi lì per promuvere proprio l'adorazione del Padre: della Sua Parola, anzitutto, ma anche, nella fede che può il possibile e l'impossibile, della Sua Potenza di guarigione, anche spirituale e non solo fisica.
Il Vangelo dei semplici, insomma, spiegato e messo in pratica in un unico contesto e, sbriciolato, non alla maniera dei saccenti per il gusto dell'analisi e della demitizzazione, ma per diventare cibo di cui nutrire tutti.
Si ricordò, insomma, di tutti qui sulla terra, la nostra Anna Maria. Sarà così, a fianco di Chi tutto sa vedere e sa rendere semplice, anche dal Cielo.
sebastianomallia | Permalink | commenti (15)
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