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giovedì, 30 marzo 2006

Oggi, giovedì 30 marzo, dalle ore 17.30: Messori sarà intervistato da Verissimo, in onda su Canale 5, ad un anno dalla dipartita di papa Wojtyla.

Domenica 2 aprile Vittorio Messori parteciperà alla trasmissione speciale di Porta a Porta, Rai 1, alle 21.00, per il primo anniversario della morte di Giovanni Paolo II.

Segnalo, infine:

http://www.et-et.it/articoli2006/a06c10.htm

L'ora di religione
Messori sintetizza la sua proposta
sull'ora di religione a scuola.

http://www.et-et.it/articoli2006/a06c30.htm

Benedetto XVI?
Un intellettuale postmoderno
Un anno dopo la morte di Giovanni Paolo II
e l'elezione del suo successore.
(questa pagina riporta l'intervista integrale, non tagliata dalla redazione del Magazine del Corsera)

sebastianomallia | Permalink | commenti (7)

domenica, 19 marzo 2006

Il 27 maggio 2006, presso la Cascina La Lodovica Via Lodovica, 5 di Oreno di Vimercate (MI) durante il Giorno del Timone, alle ore 15,00, durante la conferenza: Il ritorno dell’apologetica (relatori: Vittorio Messori e Massimo Introvigne), sarà presentata la nuova edizione -a cura della Sugarco- di Pensare la Storia, il primo dei Vivai di Messori.

Update, ore 13.38

Ecco il programma completo del Giorno del Timone

IL GIORNO DEL TIMONE

Data: 27 maggio 2006

Località: Cascina La Lodovica
Via Lodovica, 5
20059 – ORENO DI VIMERCATE (MI)

tel. 039/666596
email: info@lalodovica.it
internet: http://www.lalodovica.it
Sul Timone http://www.iltimone.org è possibile trovare immagini del posto, davvero molto bello.

Programma
ore 10,00: apertura cancelli
ore 11,30: Santa Messa, celebrata da S.E Mons. Luigi Negri, vescovo di san Marino Montefeltro.
ore 15,00: conferenza: Il ritorno dell’apologetica. Relatori: Vittorio Messori e Massimo Introvigne.
ore 17,00: consegna premio Defensor Fidei. Introduce S.E. Mons. Luigi Negri, vescovo di San Marino-Montefeltro.

sebastianomallia | Permalink | commenti (7)

martedì, 14 marzo 2006

Martedì 21, ore 12,40, Rai 3, Vittorio Messori sarà ospite da Corrado Augias nella trasmissione Cominciamo bene-Le storie per parlare dell'ora di religione.

Update del 17.3.2006

La trasmissione, registrata per motivi di palinsesto, è stata spostata a giovedì 23 marzo, a partire dalle ore 12.40, stessa Rete.

sebastianomallia | Permalink | commenti (3)

domenica, 12 marzo 2006

Finalmente un po' più di tempo: è possibile completare il ragionamento e la riflessione su quanto ha detto e scritto Vittorio Messori a proposito dell'ora di religione.

Come sempre, le preoccupazioni dell'autore di Ipotesi su Gesù sono tutte rivolte alla fede ed ai canali della sua trasmissione. Lo so, questo potrebbe fa pensare ad una confusione fra catechesi e IRC che è fra gli "appunti" mossi a Messori per quanto ha detto: ma quanto è possibile distinguere l'una dall'altro? fino a che punto la fede si fa anche cultura e fino a che punto quest'ultima intercetta la fede non solo per "contaminarla" ma anche, talvolta, per metterne in risalto qualche aspetto nascosto o trascurato?

Difficile dirlo, appunto: è il retaggio -si potrebbe dire, senza per ciò assolutizzare- dell'incarnazione e della sua logica.

Mi interessava, tuttavia, mettere in risalto la pars construens del discorso di Messori che forse è suonata provocatoria: l'invito ad assumere il professore di religione cattolica in seno alla Chiesa stessa. Colgo in questo -ma è una mia percezione non condivisa con lo scrittore- l'idea di professionalizzare la "catechesi" o (mantendendo la distinzione della IRC da questa) la veicolazione dei contenuti della religione cattolica -siano essi i suoi elementi liturgici, con i loro significati, siano quelli dogmatici, piuttosto che quelli morali o culturali- con il valore aggiunto della professionalità dell'educatore. Non, ovviamente, sostituendo i catechisti, ma affiancandoli in modo organico.

Miriadi di corsi, seminari, incontri -pur validissimi (a secondo di quello che si trasmette, è ovvio)- meritano di essere supportati da una presenza più costante, specializzata sia in termini di conoscenza della materia che sotto il profilo della capacità di saperla trasmettere. Senza dire, naturalmente, che -magari proprio per quella osmosi fra fede e cultura- l'insegnante "professionista" potrebbe benissimo integrare le lacune che, proprio sul piano filosofico, storico e culturale, sono spesso presenti nella catechesi, affidata per lo più a volenterosi ...volontari.

Potrebbe essere, insomma, questo uno dei cardini di un progetto culturale: maestri della fede alle dipendenze della Chiesa stessa, formati in vista di un obiettivo chiaro, mettere chi trasmette la fede per la prima volta e non solo (penso all'annoso e difficile problema del post cresima) nelle condizioni di farlo meglio e con maggiore profitto, potendo rendere, se possibile, a chi viene educato le ricadute (in ogni campo dell'avventura umana) della fede che si sta apprendendo. Magari, approfittando dell'occasione per smentire molti luoghi comuni e vere e proprie menzogne...

Con -in più- la libertà che spesso, come Messori ha sottolineato e come, credo, tutti abbiamo potuto constatare alle superiori, è "frenata" dal contesto "laico" in cui si svolge l'ICR. 

Questa è una possibile interpretazione, l'ho già detto, della proposta dello scrittore cattolico: forse non quella esatta o la più felice.

Ma con il pregio di andare oltre la difesa di un piccolo -anche se meritato- "privilegio" che, forse, non è così utile come pensiamo.

sebastianomallia | Permalink | commenti

sabato, 11 marzo 2006

E' in corso, da un paio di giorni, un serrato dibattito sulle dichiarazioni rese dal card. Martino a proposito della richiesta dell'Ucoii (l'organizzazione che raggruppa molti gruppi di musulmani italiani) di concedere anche ai figli degli islamici un'ora di religione tutta loro, ovviamente dedicata al Corano e dintorni.

In questo dibattito è si è inserita un'intervita concessa a La Stampa da Vittorio Messori che ha destato le reazioni più disparate, ovviamente, anche nella blogosfera cattolica.

Lungi da me ergermi a non richiesto avvocato difensore di Messori, sebbene gli siano state appioppate attestazioni un po' bizzarre come quella di essere autoreferenziale: se ognuno di noi -sol perchè si sogna talvolta di uscire dalla linea tracciata da qualche cardinale o da qualche cosiddetto "ateo devoto"- dovesse essere tacciato di autoreferenzialità bisognerebbe dubitare seriamente della libertà nella Chiesa.

Anche perchè l'ora di religione non appartiene alle proposizioni dogmatiche di alcun concilio, nè ad insegnamenti pontifici ex cathedra, ma è il frutto di un Concordato che (sia pure con il respiro dei decenni) è tanto provvisorio da essere stato già riveduto e corretto dopo meno di sessant'anni.

Stiamo parlando, oltretutto, di un signore che, non più di un mese fa, ha ricevuto (e riceve ancora) entusiastiche adesioni ad una sua particolarissima idea (autoreferenziale?): quella di costituire, in ambito cattolico, una sorta di Anti Diffamation Legue sullo stile di quella ebraica, con tanto di avvocati (io stesso ho già in corso contatti con altri colleghi), giornalisti e, chissà, anche bloggers arruolati allo scopo.

E questo non è che il più recente esempio.

Fra cose che mi sono capitate di leggere attorno all'intervista messoriana, mi è sembrata singolare pure la riproposizione di un ritornello già sentito sulla vicenda del crocifisso: l'ora di religione, insomma, come quel simbolo (la cui portata inquietante per le coscienze è stata così... inquietantemente ridimensionata), l'ora di religione, dunque, "servirebbe" all'educazione complessiva dell'alunno, a fare "cultura", a farlo sentire sempre più consapevolmente  "occidentale", conscio, in una parola, della sua vera storia e della sua genuina identità.

Ma vien da chiedersi: quante ore di religione servirebbero per far acquisire ad uno studente -con riferimento alla storia dell'arte, come a quella del pensiero o alla storia tout court- la consapevolezza delle proprie "radici cristiane"? O, almeno, quante ne servirebbero per tracciare i collegamenti (ormai sepolti da secoli di ..."secolo") fra la fede cattolica e il modo di essere italiano dei suoi genitori e, prima di loro, dei suoi avi?

Non dovrebbe essere, questo obiettivo, quello di tutta la scuola vera e propria, di una scuola che insegni non solo a "giudicare" con le lenti dell'oggi il proprio passato (intendendo con esso il coacervo di pensieri ed avvenimenti che contribuiscono a formarlo) , ma a "giustificarlo" secondo la mentalità degli infiniti "ieri", inclusi quelli cattolici?

Ed è singolare che l' "appunto" sulla funzione "culturale" ovvero "educativa" in senso lato, dell'idr -mosso a Messori- investa proprio lo scrittore che, da decenni ormai, a partire da anni in cui il clima era senza alcun dubbio molto più ostile di quello attuale (i famigerati Settanta), ha forse contribuito più di tutti a divulgare in tanti (e, soprattutto, in molti cattolici) proprio la consapevolezza che -appunto- si vorrebbe così ricavare dall'ora di religione.

Così come stona un poco che questo argomento polemico affiori proprio alla vigilia della riproposizione al grande pubblico (vedi post qui sotto), di quello sforzo decennale fatto di studi approfonditi ma anche di straordinarie capacità divulgative e, quindi, "educative" che sono i tre ponderosi volumi di Vivaio. Una riproposizione che, sarà bene ricordarlo, è il frutto di una scelta precisa, perseguita di tasca propria dallo scrittore: riscattarne i diritti dai Paolini per ripubblicarli sotto i tipi di una casa editrice non proprio "cattolica" (quella Sugarco, insomma, nata in appoggio al PSI ed oggi emergente realtà apprezzata dal pubblico dei credenti anche per operazioni felicissime, per i cattolici, come quelle relative ai libri di padre Livio Fanzaga).

Insomma, andiamoci piano ad accusare il nostro di masochismo, a metterlo sullo stesso piano di qualche tonaca dalle abitudini "tafazziane": il ragionamento non viene solo da chi può, avendo già dato e molto, essere considerato affidabilissimo.

Il ragionamento di Messori in quesll'intervista sottende una questione ancora più vitale dell'ora di religione, sulla quale meditare seriamente.

E' quanto faremo in un prossimo post.

sebastianomallia | Permalink | commenti (6)