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lunedì, 22 maggio 2006

Con quella sua capacità -oggi più che mai- di mettere d'accordo tutti (tutto all'inverso della Chiesa Cattolica, nata per essere "segno di contraddizione"), la "nuova" massoneria della glasnost è sbarcata ieri l'altro a Siracusa, non senza qualche risvolto inquietante, almeno per il sottoscritto.

E, nonostante il ridondante programma d'interventi e relazioni -devastante per ogni orecchio o attenzione che si rispettino- si sono affrettate a partecipare le punte di diamante della nostra politica locale, con qualche interessante informazione e meritevole battuta di contorno.

Apprendo così che il papà ed altri membri della famiglia di Titti Bufardeci, il sindaco forzista di Siracusa, si son distinti per la loro "opera massonica", magari -rifletto- nella scia delle "Elite politiche a Municipio a Siracusa fra 800 e 900" di cui parla il presidente della Società Siracusana di Storia Patria...

Entusiasta, in quel modo tutto suo di esserlo di tutto, anche il diessino ed ex sindacalista Presidente della Provincia, Bruno Marziano.

Remote cronache locali? L'ennesimo passaggio alla Raffi (il Gran Maestro dell'altrettanto grande oriente d'Italia, utilizzato per queste operazioni)? Forse.

Ma la battuta che impreziosisce l'enigmatico saluto di Marziano, merita attenzione.

Sottolinea, quel gran trasversale in incognito, "la scelta coraggiosa" (sic!) da parte della massoneria "di manifestarsi in pubblico".

Ma "coraggio" per cosa? Forse qualcuno sta perseguitando la Massoneria, sicchè la sua epifania sarebbe "coraggiosa"? o, all'inverso, la trasparenza andrebbe apprezzata in ragione di qualche non troppo edificante "nomea"? Marziano non chiarisce.

Ma nulla, fin'ora, potrà togliere a questo suo saluto la palma della più -involontariamente?- ironica battuta dell'anno. 

sebastianomallia | Permalink | commenti (3)

lunedì, 08 maggio 2006

Conclavi

“Morto un Papa (laico), se ne fa un altro” devono aver detto i leaders del Centrosinistra, riuniti -neanche questo sembra un caso- in Piazza Santi Apostoli a Roma per individuare la strategia per l’elezione del Capo dello Stato.
E, a conferma del clima, Prodi avrebbe invocato lo Spirito Santo prima dell’incontro…
E io che pensavo di aver esagerato su Ciampi…

Roma, Gerusalemme e… Milano

E’ un periodo -lo riconosco- di pensieri un po’ troppo “scorretti”.
Giorni dopo la “soave” intervista del Card. Martini su l’Espresso, m’è parso chiaro uno dei motivi che hanno portato quel porporato a trasferirsi nella Città Santa: il suo essere contrapposta Roma e a tutto quello che essa rappresenta per la storia della Chiesa cattolica.
Il “potere temporale”, “Costantino”, il “trionfalismo” e, non ultima, la “Curia romana”, il bersaglio privilegiato di certo progressismo…
In fondo, un pregiudizio un po’…. milanese!

sebastianomallia | Permalink | commenti (1)