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martedì, 18 dicembre 2007

Mutuo il titoletto di questo tag -in modo del tutto arbitrario e senza alcun altro senso che non sia quello dato dal riferimento alla mia cara autoradio- da una hit di Roger Waters: mi mancava di lui Radio Kaos (acquistato da poco a un prezzo indecentemente basso per il maestro) che apre proprio con questa ballabile rocchettara. Le cose sotto, spero, siano un po' più serie dell'input del titolo.

Filosofia della scienza

L'unico rappresentante che conosco di cotale scienza è, ovviamente, Giulio Giorello. Ha l'onore di aprire la rubrichetta non per aver curato un saggio per non so quale decennale della rivista di Topolino, ma per la comparsata a Radiouno di qualche sera fa che intercetto proprio alla fine.

Analisi acute sul progresso? Intense meditazioni sulle ricadute ontologiche della tecnologia? Arditi scenari sulle progressive sorti umane?

Nulle di tutto ciò. Un semplice concetto: l'Italia è malata siccome "cattolica". Agonizza in quanto privata, per due secoli ed oltre, dell'etica protestante e di quel suo ossessivo -weberiano e "salutare"- confronto dell'individuo con la propria coscienza. Confronto, manco a dirlo, distrutto dalla confessione liberatrice "papista".

Devo averla già sentita, in via Veneto, mi pare.... e mi chiedo, sul serio, cosa c'entri mai tutto questo con la scienza....

Cose che l'ossequioso ed annuente conduttore del programma si guarda bene dall'obiettargli.

"Parentele e competenze" 

Faccio una gran fatica oggi a seguire il prof. Umberto Broccoli, oggi impegnato a delinearci -con rimandi a testi forniti di colonne sonore- cosa abbia rappresentato e rappresenti la famiglia. La sua è una radio "emozionale", pur con questa pretesa di leggere egloghe, odi e poemi.

Lo intercetto mentre allude al medioevo: "un epoca contrassegnata dalla prevalenza delle parentele sulle competenze", sospira, non mancando di preferire queste ultime.

Non so come, il discorso scivola su Caino e Abele: il "fondamento della civiltà giudaico-cristiana" -dice lui- pronto a declamare dell'intiera storia (perdonate l'incedere, ma mi adeguo...) la frase sul fratricidio, senza narrar dell'antefatto-peccato, ne senza precisare che in realtà sarebbe stato anche il primo omicidio...

E' così fra fratelli, in famiglia:  e giù altre cose truci, come Romolo e Remo, "Mosè e suo fratello, quest'ultimo sacrificato, e il primo no".

Cosa?!, mi chiedo, io non sapea del fratello. Perciò mi rinfresco la memoria e trovo conferma: nessun fratello trucidato al posto di quello salvato dalle acque, il professor confonde.

Se dovessimo però preferire le competenze, in questo specifico caso.....  

venerdì, 07 dicembre 2007

Qualcuno -lo giuro!- ha avuto il coraggio di chiederlo: "Vittorio Messori è ancora cattolico?"

Sono -per me e non solo- tempi grami, pesanti, sciroccosi: ma oggi mi è stato inviato il primo Vivaio del 2008, che sarà pubblicato, il prossimo gennaio sul Timone.

Pregasi ritornare a rifare la precedente domanda dopo averlo letto ...

venerdì, 07 dicembre 2007

Ogni persona di buon senso, che sia stata o meno in politica, che comprenda o meno le ragioni del continuo distinguo di tutte e ciascuna delle forze politiche che sostengono l'attuale Governo sia nei confronti di tutte e ciascuna delle altre, sia nei confronti di esso stesso Governo.

Ogni cittadino italiano, di destra o di sinistra che sia;  esperto o meno di tecniche di legislazione o, semplicemente, di diritto; accorato sostenitore o non che, nel legiferare, sia necessario rispettare una logica delle materie, evitando di confondere sia il comune cittadino che il più ferrato, preparato, memorato, e smaliziato dei giuristi.

Ogni essere umano che si trovi a leggere i giornali di questo Paese credo che abbia, per una volta, o solo di striscio, pensato: "ma quelli che ora ci "governano", quando cavolo mai porranno fine a questa agonia !?"

Perchè se la società italiana è una "poltiglia" a Palazzo Madama, Palazzo Chigi e Montecitorio, quanto a smucillarsi, non scherzano affatto.

 

lunedì, 03 dicembre 2007

Se, però, non posto da qualche tempo è perchè sono un po' indeciso su una cosa da fare in questo spazio: linkare Effedieffe, il sito delle omonime edizioni diretto da Maurizio Blondet.

Leggo da mesi (se non da qualche anno), ogni giorno, quanto va pubblicando l'ex giornalista di Avvenire, divenuto recentemente "famoso" per essere annoverato fra i c.d. "complottisti" che ritengono l'undici settembre il frutto di una cospirazione degli attuali vertici dell'amministrazione americana (o meglio, di quella parte dei suddetti vertici che si definisce teocon e si lega ad alcuni predicatori evangelici) in combutta con quelli dello Stato di Israele.

Sarebbe però "ingeneroso" ridurre Blondet ed Effedieffe, aldilà di alcuni distinguo che pure vanno fatti e non solo rispetto alla suddetta teoria del complotto, solo a quanto vanno affermando sull'undici/nove: c'è molto d'altro, e molto altro di buono.

I "punti a favore di Blondet" sono quindi tanti.

Per il momento, eccone dunque uno, molto buono, su una polemica che allora fece tanto scalpore: il cosiddetto "Vangelo di Giuda".

lunedì, 03 dicembre 2007

Molti degli autori degli spunti, a caldo, sul referendum con il quale quel ciarl..iero di Hugo Chavez Frìas si è visto rispedito al suo (fin troppo ampio) limite, hanno perso una buona occasione per riflettere prima di parlare.

Uno dei motivetti più diffusi sul Web (o, almeno, a commento degli articoli apparsi sui siti dei maggiori media italiani) suona, più o meno, così: "avete visto, non è vero che Chavez è un dittatore: ha accettato il verdetto dell'urna".

Geniali, davvero. Peccato però che, oltre ad essere stati smentiti dall'aspirante dittatore (per il quale "le riforme sono fallite «per ora» ma che restano ancora «vive»", facendo capire che potrebbe in futuro sottoporle di nuovo al voto popolare, magari dopo qualche rinfrescatina alle liste di proscrizione e qualche giro di vite alla Chiesa Cattolica ed alla stampa), gli "amici della democrazia bolivariana" abbiano dimenticato una semplicissima cosa.

Che la maggioranza dei venezolani -formatasi in un clima da pensiero unico, per non dire di peggio- abbia bocciato il tentativo del Colonnello di "eternare" il suo mandato, di incamerare anche il potere della banca centrale e, finally, di tappare la bocca alla stampa così come -poco tempo fa- ha fatto con Radio Caracas Television, sia pure non ricorrendo al trucco del mancato rinnovo della concessione a trasmettere.

Tentativi, si sà, che stanno a cuore ai veri "democratici", quelli DOC.  

sebastianomallia | Permalink | commenti
venezuela, tempi