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giovedì, 17 aprile 2008

Ritenuto quanto scrive oggi Maurizio Blondet su Effedieffe, a proposito della visita del Papa negli USA e di quanto detto dallo stesso Pontefice all'arrivo, mi piace proporre ai lettori il seguente quiz, a mo' di interludio, con una piccola -ma non vincolante- rosa di risposte:

"Al ritorno del Papa in Italia, come commenterà Maurizio Blondet i possibili accenni che il Pontefice farà -in occasione di incontri bilaterali con il nuovo Governo Italiano- ai valori ed alla storia del nostro Paese?"

A) si riporterà, sine glossa, alla monnezza italiota;

B) citerà un episodio di ordinario fancazzismo nel settore pubblico;

C) si limiterà a dire che siamo stati capaci di far eleggere in Parlamento Fiamma Nirenstein;

D) non dirà nulla: noi non siamo gli USA.

sebastianomallia | Permalink | commenti (36)

Commenti
#1   17 Aprile 2008 - 21:56
 
Propenderei per la C.
In effetti è sembrato anche a me un pò forzato il pezzo il Blondet (anche se la notizia è agghiacciante e di per sè emblematica)
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#2   18 Aprile 2008 - 04:13
 
Purtroppo incontrare un Bush o un Erdogan ed essere gentile e diplomatico, è lo scotto di un Papa costretto a fare "viaggi ufficiali".
La lotta mortale del mondo di oggi contro la Fede cattolica passa anche per presentazioni cervellotiche e contraddittorie di un presunto cattolicesimo in cui "si arruolano" personaggi discutibili.
Per esempio, l'articolo di ieri di Vittorio Messori su G.Ferrara, mi è sembrato un po' troppo ottimista e benevolo non soltanto nei confronti di Ferrara stesso (ma passi...) ma soprattutto nei confronti di un "mondo cattolico" che io non riesco a vedere.
E' giusto che voi giovani vi impegniate nella vita pubblica portandovi ideali cristiani. Io ormai più che un pochino di preghiera (molto meno del necessario) non so fare. Ciao, by Leon
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#3   18 Aprile 2008 - 09:49
 
@ Faber, sono in completo accordo con te sul grado di ributtanza dell'episodio che, però, aggrava proporzionalmente il grado di avventatezza e di esagerazione del suo uso "a commento" del discorso del Papa.

@ Leon, i "viaggi ufficiali" sono -da un lato- la necessaria ricaduta della sovranità temporale (sia pure minima) del Papa -a sua volta indispensabile al Suo ministero- e, dall'altro, una necessità legata ad aspetti non trascurabili come la Sua sicurezza nei luoghi che visita.
Quanto a Messori e Ferrara, penso che un giorno scriverò in post per ringraziare anch'io l'elefantino: per aver preso in faccia pomodori e -a quanto pare- anche seggiole, anche al posto mio, per veicolare la sua campagna contro l'aborto.
Quanto al mondo cattolico, vale forse il discorso che Messori ha fatto per Veltroni: dai teatri pieni per le grandi occasioni si ricava la percezione, tutta da verificare e non totalmente fallace, che si sia in tanti....
s.
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#4   18 Aprile 2008 - 10:07
 
Peraltro il Papa ha detto anche altre cose in Usa (cfr. http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2008/april/documents/hf_ben-xvi_spe_20080416_response-bishops_it.html), mostrando di aver ben presenti, checché ne dicano Blondet ed epigoni, i rischi e le derive del modello statunitense.

Semplicemente Benedetto XVI non è manicheo, complottomane e “islamizzanteâ€, dunque non si capisce per quale motivo debba sancire fantasie, ipotesi e dietrologie altrui.
Che poi per alcuni il confine tra ipotesi e tesi, tra indizio e prova sia quanto mai labile, beh, sta a indicare che la ragione è andata a farsi benedire. Ad essa subentra dunque l’ideologia.
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#5   18 Aprile 2008 - 16:56
 
Anche a me, che normalmente Blondet piace, quanto meno per la radicalità d'analisi, non è piaciuto l'accostamento tra l'aberrazione artistica e il viaggio di BXVI.

La tesi blondettiana dell'impoliticità del S. Padre, tale perchè germanico, dunque faustiano more manniano, se ben ricordo, già espressa all'indomani dell'episodio di Regensburg, mi pare venga ora assunta a mo' di dogma. Laddove, invece, ad essere onesti e attenti, si dovrebbe oggi riconoscere che quell'intervento, oltre che ad essere stato di assoluto valore teologico e quindi culturale, aspetto questo del resto onestamente riconosciuto da Blondet, è stato anche politicamente accorto, capace di rilanciare un dialogo vero con l'Islam, che non tacesse le differenze pur mirando alla comprensione.

Anche sotto il profilo dei rapporti con Israele, pur avendo io sofferto la riscrittura della prece per la conversione degli ebrei nella liturgia del triduo, ritengo sarebbe giusto ammettere da parte di Blondet che si è così ribadita l'unicità e l'imprescindibilità di Cristo per la Salvezza. Tema su cui si sono spese le critiche più aspre verso la Chiesa da parte sua. Critiche del resto condivisibili nei riguardi di molti cardinali, purtroppo, ma che non hanno trovato riscontro nell'azione pontificia.

A volte pare di vedere lo stesso atteggiamento di chi, da presupposti culturali opposti, rispolvera l'incontro di GPII con Pinochet per tentare di legare la politica dell'uno alla predicazione dell'altro. Quasi come se l'incontro con chicchessìa significasse parimenti la benedizione di tutto ciò che quello ha compiuto. In america si definisce questo atteggiamento guilt by legacy, non proprio un sintomo di acume, in genere.

Per rispondere al sondaggio anch'io direi la C, e non sono entusiasta neanch'io di quell'elezione... ma non la metterei in rapporto con le relazioni diplomatiche della S. Sede.
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#6   18 Aprile 2008 - 17:35
 
@ Leggenda, Dio possa guardare Blondet dal trasformare definitivamente in ideologia -un modo elegante per rimanere della propria idea anche quando la realtà la smentisce-le sue critiche in tutti i campi. Temo che, in questo senso, lo "freghi" una certa quale sindrome di isolamento paradossalmente acuita dai molti che -mi sembra- gli scrivano.

Lungi dal voler esprimere, però, un giudizio generalizzato, voglio solo dire che l'accostamento non è stato nè generoso nè, francamente, proporzionato (senza dire che è stato, come noti tu, senz'altro frettoloso).

Eppure -gioco a carte "scoperte"- avrei almeno un motivo per essere incazzato con Blondet: ma è stata una battuta che, oltre a dirla lunga sulla capacità di meditare sempre su quanto egli si appresta a scrivere (capacità che egli avrebbe in grande abbondanza), nulla toglie a tante cose buone che (e tu pure lo hai riconosciuto, se non ricordo male) il giornalista in questione ha scritto.

Preciso, tuttavia, che non è il motivo della mia rabbia (di una settimana fa circa) ad avermi spinto a formulare questo divertessement -chè, in verità, sono stato consigliato a non farne un caso- ma, appunto, l'accostamento che qui si critica e che, vedo, non ha colpito solamente il sottoscritto.

@ SchwarzWelf, d'accordissimo su quello che dici: in effetti, dopo Ratisbona, Blondet ebbe a notare -sempre per usare le metafore- che al richiamo ad Atene (l'ellenismo) il Papa avrebbe ben potuto aggiungere quello a Roma.

Un concetto che credo sia molto fecondo e meritevole di approfondimento o, quanto meno, suggestivo nel suo richiamarsi al complessivo contesto storico dell'Incarnazione.

Epperò -ora che ci penso alla luce di quello che scrivi- Roma, a Regensburg, c'era eccome, sia pure implicitamente, sullo sfondo, nella prospettiva anche politica di quello straordinario discorso...

Quanto al sondaggino del post, preciso che è solo ironico: è e sempre sarà il non prendersi troppo sul serio uno degli antidoti contro la mentalità ideologica dalla quale siamo sempre tentati.

Grazie a tutti!
s.
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#7   21 Aprile 2008 - 16:53
 
@ Seb. Ti riferisci a questo? http://www.effedieffe.com/content/section/2714/200/

Le uniche cose buone scritte da Blondet penso appartengano ormai a un passato sempre più remoto, diciamo risalente alla fine della collaborazione col Timone.

Poco o nulla nelle sue speculazioni sull’ebraismo (ivi comprese, a fortiori, quelle dei divulgatori del Blondet-pensiero che si avvicendano su FdF) è esente da errori teologici e dunque risulta perfino dannoso e fonte di confusione. Ne consegue che, data la centralità della “questione giudaica†nella produzione blondettiana, il valore di quest’ultima è fortemente inficiato.

E non c’è alcun bisogno di essere “giudaizzanti†per dirlo, basta la letta di un testo piuttosto pre-conciliare come “Destinées d’Israël†(1944) del Cardinal Journet per scoprire, che so, cosa si intende per “alleanza mai revocata†(le cui conseguenze non sono affatto piacevoli, umanamente parlando, bensì tragiche) e, in generale, per rendersi conto delle profondità, di luce e di tenebre (et-et), legate al “mistero d’Israeleâ€.
Israele, fino alla sua reintegrazione finale, è e rimarrà un mistero umbratile e ambiguo. Ergo, qualsiasi lettura manichea, unilaterale e senza profondità, fosse quella dei “giudaizzanti†o quella, di segno contrario, degli “islamizzantiâ€, condurrà forzatamente su strade rovinose.

Affidarsi in queste cose ai personaggi summenzionati significa incorrere in un’altra sbornia ideologica: nella fattispecie l’ennesima “teologia della liberazioneâ€, dove ai guerriglieri guevaristi succedono quelli islamisti (peraltro antesignani del filo-islamismo sono stati i progressisti di “Témoignage chrétienâ€).

Non a caso, come comboniani e zanotelliani chiedono la condanna radicale del “sistema†e accusano la Chiesa di essere “funzionale al sistemaâ€, così gli islamizzanti schiumano rabbia per la mancata “scomunica†del “Quarto Reich†e, a loro volta, pretendono di insegnare al Papa a fare il suo mestiere, fino al punto di farne un novello Pio XII silente e omertoso di fronte al “genocidio†perpetrato, nel primo caso, dal “sistema†contro i poveri (per fame), nel secondo invece dal “Quarto Reich†a danno del popolo-vittima palestinese.

Questa deriva mi pare sempre più evidente e ritengo sia inevitabile doverla contrastare.
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#8   21 Aprile 2008 - 19:04
 
@ Leggenda, sì.
s.
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#9   21 Aprile 2008 - 20:32
 
Caro Seb., in effetti qualche pensierino sui possibili esiti dell’isolamento era venuto anche a me dopo aver letto, qualche tempo or sono, come veniva presentato l’ex inviato di Avvenire dall’entourage di FdF. La presentazione è ora scomparsa dal sito in questione, ma internet ne ha conservato comunque le tracce: «Maurizio Blondet, certamente tra i più grandi giornalisti/scrittori italiani, certamente l'unico - tra i grandi - veramente controcorrente e non asservito ai cosiddetti "poteri forti"» - www.ariannaeditrice.it/scheda_fonte.php?id=21

Ne conseguiva, per logica elementare, che nella mente degli estensori di quelle righe senza pretese i giornalisti si ripartivano in quattro categorie:

a) unico e solo giornalista/scrittore italiano “grande†e “non asservito†(lascio alla fantasia dei lettori l’arduo compito di indovinarne il nome);

b) giornalisti/scrittori italiani “grandi†ma “asservitiâ€;

c) giornalisti/scrittori italiani “non grandi†e “non asservitiâ€;

d) giornalisti/scrittori italiani “non grandi†e “asservitiâ€.

Va da sé che un giornalista “asservito†non può certo dirsi “grandeâ€, forse nemmeno giornalista. Dunque in fin dei conti resterebbe un solo grande giornalista italiano non asservito ai poteri forti, anzi un solo giornalista degno di questo nome.

Messori, ipotizzo, dev’essere rimasto implicitamente compreso nella serie A del giornalismo fino a quando non si è permesso, su un malefico foglio cristianista noto come “il Timone†se ben ricordo, di fare del sarcasmo sulla fola degli israeliani danzanti, dogma supremo del pensiero “non asservitoâ€.

All’istante è dunque scattata la radiazione dall’Ordine dei Giornalisti Non Asserviti e la retrocessione in serie B, magari come “Magdi Allam cattolicoâ€.

Alla fin fine io però mi accontenterei, caro Sebastiano. Poteva andare ben peggio! pensa a Magdi “Messori islamico†Allam, saldamente all’ultimo posto della serie D! Nemmeno il cambio di maglia è valso a risollevarne le sorti…
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#10   21 Aprile 2008 - 20:47
 
@ Leggenda, davvero esilarante (quando ci vuole...).
Un giorno -e non lo dico per piaggeria (in fondo, chi mi legge!?!)- bisognerà tracciare un profilo serio, scientifico, documentato e meditato (come piacerebbe a lui, insomma) del Mèssori: un miracolo di equilibrio, sia pure nella parresia, una certezza che, da quasi quarant'anni, non tradisce....
Un salutone,
s.
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#11   22 Aprile 2008 - 13:10
 
Pur ritenendo assolutamente fondati i pericoli di deriva ideologica denunciati da Leggenda, non sono affatto d'accordo sul giudizio negativo su Blondet. Si può rimanere perplessi riguardo le sue tesi sull' 11 Settembre, ma non credo si possa negare che le sue analisi sociologiche (e anche economiche, mi pare) colpiscano quasi sempre nel segno. E con una radicalità, alla quale accennava anche SchwarzWelf, che è una felice novità nel panorama cattolico (che spesso scambia l'et-et col moderatismo, anche se non è certo il caso di Messori). Sugli articoli a sfondo teologico non mi pronuncio per mancanza di adeguata preparazione, mi limito a dire che mi sembra sincera la tensione spirituale che traspare da questi. E' una tensione con cui mi sento in affinità e che non manca mai di coinvolgermi. E per questo sono molto grato a Blondet.
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#12   22 Aprile 2008 - 15:20
 
Mah, sì, ferme restando le critiche a una certa deriva dell'ultimo Blondet, anch'io riconosco che Effedieffe resta una delle migliori testate d'informazione in circolazione.

Che il giornalismo sia per lo più del tutto asservito mi pare evidente, così che quei pochi che non lo sono spiccano con facilità.
Non è un merito di chi risalta, ma un demerito della mediocrità diffusa.

La "fola" dei dancing jews non l'ho ancora vista smentita da nessuno, dati alla mano; tutti pronti a sbertucciarla, definirla sciocchezza, o a denigrare chi ne parla, non uno che abbia prodotto uno straccio di prova a sua smentita.

Credo sia quest'atteggiamento così sprezzante, e francamente ipocrita, quello che porta all'isolamento e all'esacerbazione di certe tesi.

Farei notare, tra l'altro, che arruolare i perplessi della "politica" sionista tra gli islamizzanti tout court, significa avallare quello stesso manicheismo concettuale che a parole si pretende di rigettare.

Si possono nutrire pesanti riserve per i crimini, ribadisco crimini, perpetrati da Israele e riconosciuti tali da centinaia di risoluzioni ONU (ONU appunto, non Effedieffe), senza essere filo-islamici. Così come si poteva essere antinazisti senza essere filo-giudei o sionisti.

E' una pura questione di realismo. Onorare i vecchi schemi per cui il nemico del nemico sarebbe eo ipso il proprio amico, segnala poca dimestichezza con la complessità del reale e maggior sintonia con le riduzioni ideologiche.

Blondet, probabilmente, flirta troppo con un certo sedevacantismo, pur mai condiviso apertis verbis, ma lo fa per ragioni di "cuore", certo non di potere. I suoi detrattori, invece, proni al conformismo americanista per lo più, son sempre pronti a benedire l'alleanza trono e altare, anche quando questa è inesistente, per motivi molto meno nobili, certo più remunerativi.

Se all'uno si deve indicare la paglia nell'occhio, agli altri si deve parlare quanto meno di travi. Più in generale: chi è senza peccato...
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#13   22 Aprile 2008 - 17:18
 
@ Faber, intendiamoci: ognuno ha il suo stile, dal quale magari traspare un certo grado di tensione morale o emotiva, ovvero la misura del suo trasporto verso le realtà di cui scrive. Ciò non vuol dire, come noti su Messori, che -anche per il passare degli anni e per la consapevolezza che, in realtà, la mentalità non appare affatto cambiata- guardare la realtà con maggiore distacco significhi essersi "asserviti". E che la realtà è terribilmente complessa, intricata, difficile da dipanare: e la difficoltà aumenta se, dal piano del presente, la si vuole analizzare guardando al passato.
In questo ci sta tutto: un estremo, l'altro o la moderazione. E' il reale la vera bussola (sia pure nella estrema difficoltà che incontriamo nel leggerlo, filtrato com'è dai media), ma esso scompagina di continuo i tentativi di tracciare nelle nostre menti -abituate ad un ragionare ideologico, per certezze da confermare, non per fatti da rielaborare- un percorso comodo, preconfezionato.
Dico questo per sottolineare -con grande sofferenza, perchè Blondet non solo mi è simpatico, ma mi sta pure a cuore (avendo appreso da una fonte sicura alcune cose di lui)- che siamo di fronte ad un'intelligenza non comune, ad una scrittura non comune, ad un amore per la Chiesa (stando all'impeto ed al trasporto, almeno) non comune; ad una sincerità e, per quanto sembri paradossale, ad un umiltà personale non comune, che rischiano seriamente di perdersi dietro agli indizi che confermano le sue tesi, per quanto brillanti esse siano, senza sapersi interrogare sui facta che, per contro, le smentiscono.

Giornalismo (e qui rispondo pure @ SwarzWelf)? Si, ma non meno militante o poco oggettivo rispetto a quello di un Madgi Allam o, in materia mediorientale, di un Ferrara. Ora: se Blondet ed Effedieffe potessero dirci -ma capisco che non vorrebbero farlo mai, per ovvi motivi- che, con le notizie che veicolano e commentano fanno da contraltare al sistema mediatico che rema in senso opposto, che essi -nel loro metodo- vogliono controbilanciarlo, sarei persino disposto a capire lo scopo, l'idea. Io, in ogni caso, li leggo così: sapendo cioè che sono fonti da maneggiare con estrema cura. Ma la pretesa di combattere, in uno "splendido isolamento" quasi da "profeti veterotestamentari", "incompresi", contro tutto e contro tutti anche nella Chiesa di cui vorrebbero, con il cuore, prendere le difese e proteggere, permettetemi, mi sa molto -appunto- di presunzione, specie se, dall'Oreb in questione, pur "si giudica e si manda".

E, sia detto con franchezza, assistere ad un simile esercizio nei confronti del Papa (e di questo Papa!) addolora moltissimo: non è sedevacantismo, intendiamoci, ma par di assistere ad un sede-svuotantismo che, progressivamente, e non da oggi, denuncia una deriva che porta dritto lì, nel punto dal quale si vorrebbero prendere le distanze.
s.
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#14   22 Aprile 2008 - 19:58
 
Gli ultimi articoli sul Papa sono stati sbagliati, l'ho scritto anche là.

Sulla valutazione della questione mediorientale, invece, ritengo vi sia molta più verità in quanto scritto su Effedieffe che altrove.
Il fatto che su tutta la stampa italiana sia egemone la vulgata filoisraeliana non significa questa sia la più corretta, anzi.

Anche lo "splendido" isolamento non mi pare sia una condizione ricercata, è semmai un dato. Lo stesso Blondet ha più volte scritto gli sarebbe piaciuto avere visibilità e condivisione maggiore, ciò nonostante non ha fatto di quelle il proprio criterio di pensiero. Cosa apprezzabile, e ragione del mio apprezzamento.

Quanto al giornalismo militante chiedo: mentre il cui prodest di Ferrara, Allam & Co. è evidente, e molto ben retribuito, quale convenienza avrebbe Blondet per "militare" nella fazione opposta?

Dall'altra parte per Manifesto, Unità e Liberazione si capisce bene quale sia il "vantaggio" ideologico e di appartenenza politica, con tutto quel che ne consegue in termini di benefici materiali, di quella posizione; ma per Blondet vale il contrario. L'orientamento culturale e politico suo e dei suoi lettori sarebbe all'opposto di quell'opzione.
Anche questo intendo quando scrivo della sua radicalità.

Il pregio di questa posizione è proprio quello di essere fedeli a null'altro che al proprio spirito critico, moneta decisamente rara oggi, a parer mio.

Ripeto, non è l'indice di gradimento generale che me ne fa apprezzare la scrittura, quanto la radicalità del suo ragionamento.

Il fatto, poi, in questa prospettiva si esca dai vecchi schematismi di un bipolarismo tanto rigido quanto fittizio, a mio avviso è solo che un segno positivo, spia di una realtà che rompe i rigori dell'ideologia al fondo manichea che pretende i buoni da un lato e i cattivi dall'altro.

Poi, è vero, c'è anche un aspetto di narcisismo, quello che, per intenderci, nell'introduzione al libro "stare con Putin" fa istituire a Blondet il paragone tra sè e il profeta Amos, per restare nella tua metafora.

Questo è però un vezzo piuttosto diffuso tra la categoria degli scrittori, non innocuo, ma veniale, se non eccessivo.

Ciao
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#15   23 Aprile 2008 - 10:21
 
@ SchwarzWelf, non intendevo mettere in dubbio (o in confronto con quelle di Ferrara e Allam) la condizione personale e professionale di Blondet. D'altra parte, senza voler considerare le ricadute negative che gli altri due subiscono per le idee che veicolano (uova, seggiole e verdure in faccia ai comizi il primo, vita scortata -che sia fondato il rischio o meno- il secondo), in questo modo si potrebbe persino dire che i giornalisti di Avvenire ragionano da cattolici sol perchè i Vescovi passano loro la pagnotta.
Insomma: nulla toglie al fatto che Blondet dica ciò che dice solo perchè ne è convinto e perchè libero da apparenti condizionamenti, ma un confronto su questo terreno con gli altri rischia di essere ingeneroso quanto meno con le loro idee.
Sono d'accordo, invece, sul fatto che egli rompa molti schemi e sulla "venialità" del narcisismo dello scrittore: la cosa mi tocca personalmente ;-)
Un saluto
s.
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#16   23 Aprile 2008 - 15:44
 
@ Faber: onestamente, la sociologia è altra cosa, l’economia pure. Ma non è questo il punto: la mia critica a Blondet è prima di tutto teologica: in particolare ne contesto la matrice gnostica – piuttosto evidente – e il marcionismo, correlato della gnosi. La tendenza “islamizzanteâ€, con annessa indulgenza verso il terrorismo islamista, congiunta al marcionismo è un derivato della gnosi. Ciò accade quando il Vangelo è ridotto, in chiave gnostica, a messaggio a-temporale (come il Corano); ne consegue che il concetto di Alleanza e la storia della Salvezza vengono di fatto cancellati e il “messaggio†evangelico, così disincarnato, viene accostato a quello coranico.

Questo processo è descritto da Alain Besançon in Trois Tentations dans L’Eglise (2002); lo schema delle ideologie gnostiche (nazismo e comunismo), quello c.d. dei “due principi e tre tempi†lo trovi ne Le origini intellettuali del leninismo e Novecento, il secolo del male, sempre di Besançon. I “due principi†danno luogo, ricorda Emanuele Samek Lodovici (Metamorfosi della gnosi) a un dualismo sociologico tra “illuminati†che “hanno visto l’orrore del sistema†e “non illuminatiâ€, che del sistema sono servi, coscienti o meno (tipo Matrix). Naturalmente possiamo chiamarli anche “non asserviti†e “asservitiâ€.

Una delle caratteristiche dell’ideologia è quella di essere un “sistema chiusoâ€, impermeabile a ogni verifica empirica (dunque non confutabile). Non a caso, il complottismo è inconfutabile, dato che, per definizione, il complotto è ordito nel segreto. Per questo il complottista non distingue, di fatto, tra indizio e prova, ipotesi e tesi. Basta ricondurre, in un modo o nell’altro, ogni evento nefasto all’influenza del Principio Maligno, nella fattispecie il “Quarto Reichâ€. Chi contesta l’esistenza del complotto cosmico o la sfacciata unilateralità dei giudizi tipo “sionismo=nazismo†è accusato, coerentemente con la prospettiva gnostica, di essere “asservito†al Quarto Reich: «Per chi crede a un complotto, contestare l’esistenza del complotto è provare di far parte del complotto» (Pierre-André Taguieff, L’imaginaire du complot mondiale, 2006, p. 45).

Per questo il complottismo, che sostituisce al principio di realtà i propri artefatti mentali e dunque “costruisce†la realtà, non solo è in tutto e per tutto un prodotto del pensiero moderno, ma è necessariamente ideologico e, perciò, inaccettabile per un cattolico.

Come si vede, mi limito a trarre semplicemente delle conclusioni logiche da determinate premesse.
Per cui accetto le critiche a patto che siano fondate, riferite cioè alle premesse, dimostrandone l’inconsistenza dottrinale, oppure alla correttezza o meno del procedimento logico. Altrimenti stiamo parlando del nulla o al massimo del mio e vostro personalissimo gusto.

Ad esempio il manicheismo tirato in ballo dal Guelfo Nero non c’entra nulla e non corrisponde ad alcun concetto. Quello di rispedire al mittente le accuse è al massimo un artificio retorico, per giunta di bassissima lega, ma nulla di più.
Anzi, il fatto che il Guelfo mi accusi neanche troppo velatamente di essere un servo dell’imperialismo americanista, osannante e benedicente il Faraone Bush, sta ad indicare che la sua prospettiva è quella da me descritta, ideologica e manichea.
Peraltro, per quel che può valere, chi scrive considera l’Occidente più o meno nei termini di Del Noce e, ben prima, come Sant’Agostino vedeva Babilonia.

Viceversa rimane solo il nulla (perché l‘
auspicio blondettiano di morte dell’Occidente è null’altro che il cupio dissolvi dello gnostico) e la trasformazione del cattolico tradizionalista in “tradizionalista-antagonistaâ€, più o meno come il ceto di â€intellettuali-paria†descritto nei lavori di Luciano Pellicani, dedito alla corrosione ideologica e morale del mondo in cui concretamente vive.

Per questo il mio giudizio su Blondet è e rimane fortemente negativo. Ovviamente sono disposto a mutare opinione qualora qualcuno mi dimostri ragionevolmente il contrario.

Con questo passo e chiudo.
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#17   23 Aprile 2008 - 15:59
 
Ho fatto un po' di confusione col codice HTML. Riproviamo.

Qui c'è il link a Del Noce: http://www.kattoliko.it/leggendanera/modules.php?name=News&file=article&sid=959.

Qui invece l'auspicio di morte dell'Occidente: http://www.mondoarabo.it/index.php?option=com_content&task=view&id=104&Itemid=1
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#18   23 Aprile 2008 - 23:28
 
Piccato, Leggenda?

Leggo aver tu chiuso con questa conversazione, quindi le precisazioni che verrò a fare hanno il solo senso di rettificare ciò che tu ad arte avresti voluto confondere, abbassando ulteriormente la lega del confronto, ammesso che tale fosse questo scambio.

Il manicheismo lo tiri in ballo tu per primo nel IV e nel VII intervento, per poi tentare di appiccicare l’etichetta di eretico a chiunque non si conformi alla tua lettura. Far notare, come io ho fatto, che questa strategia condivide lo stile che si pretenderebbe di criticare, non so se sia argomento di bassissima lega, resta un dato di fatto. I fatti, ricordo, sono quelli che le ideologie, categorie del genere più ampio eresia, cercano sempre di espungere dal proprio orizzonte.

Sarebbe poi semplice notare che, ancora, fai ciò che critichi, tentando di rimandare al mittente le accuse: definendo manicheo me, che avrei definito manicheo te, che… ci darei un taglio.

Gli schematismi tanto facili quanto falsi, perché ideologici, sono quelli della tua scansione giudaizzantiislamisti, come se non si potesse essere critici verso la politica di Israele senza essere islamisti. Se tu praticassi quell’auspicabile virtù del ragionamento aperto, buon antidoto al sistema chiuso dell’ideologia, avresti senz’altro prodotto una smentita corredata da fatti alla questione dei dancing jews, anziché liquidarla come fola, dogma dei complottisti e quant’altro. Viceversa, l’evidente disprezzo per una tesi che non conosci, ma che ti sei affrettato ad etichettare complottista, ti impedisce di argomentare razionalmente, e ti fa procedere secondo le direttrici più classicche dell’ideologo: sputi insulti, alzi la voce, non argomenti, né valuti i fatti, tanto meno ti preoccupi di verificarli, ancorché per smentirli, con buona pace del bel proposito di condurre conclusioni logiche da chiare premesse.

Immagino le frequenti critiche di Blondet al marcionismo e alla gnosi, così come la sua amicizia con Samek Lodovici, non siano argomenti spendibili per la sua rivalutazione. Del resto anche io valuto l’occidente negli stessi termini del Santo di Ippona, e, stanti questi criteri, al di là di alcune critiche circostanziate di cui ho già dato conto, non posso esprimere un giudizio negativo sul direttore di Effedieffe, che anzi stimo per il lavoro che fa, sempre corredato da fonti e unico nel suo genere. Posso invece consentire alla valutazione che un rischio insito le tesi esposte in quel sito vi sia, e sia precisamente quello che tu segnali: un certo nichilismo estetizzante

Senza rancore.

Giampaolo
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#19   24 Aprile 2008 - 11:20
 
Posto che non ho affatto “chiuso la discussioneâ€, ma solo l’ultimo intervento, come previsto siamo al dialogo tra sordi. Pazienza, ma non posso accettare simili caricature per un’esigenza minima di verità.

In primo luogo noto che il Guelfo continua a fare illazioni e mi attribuisce pensieri e retropensieri inesistenti. Quando ho detto ad esempio che la politica israeliana è esente da critiche? Aspetto riferimenti. Faccio notare che è ben diverso affermare che lo Stato di Israele è per essenza criminale. Mi piacerebbe anche sapere quando avrei “sputato†e “alzato la voceâ€. Un trucchetto un po’ vecchio, no?, quello di enfatizzare a fini caricaturali il pensiero altrui facendo ricorso a espressioni iperboliche..

Anche il ricorso all’argomento ad hominem (*), che serve al massimo a testare la coerenza personale nei confronti di un principio o di una posizione filosofica, morale, ecc., nella fattispecie ha carattere puramente retorico. Quand’anche fossi incoerente personalmente, questa ipotetica nulla toglie sul piano logico a una tesi.

(*) ARGOMENTO AD HOMINEM: Forma di argomento indiretto, per cui si conclude contro l’avversario partendo dalle sue stesse affermazioni e principi […]. Da notare che l’argomento ad hominem non tiene conto se i principi ammessi dall’avversario siano in sé veri o falsi. In quest’ultimo caso l’argomento, senza pretendere ad una conclusione vera, si limita a porre l’avversario in contraddizione con se stesso†(Enciclopedia cattolica, vol. I, col. 305). Vedi anche Ad hominem. Sull’argomento che ricorre all’â€asservimento†vedi Ad hominem circostanziale e < a href="http://www.linux.it/~della/fallacies/attacco-personale.html">Attacco personale.

Fatta piazza pulita di provocazioni e insinuazioni su miei presunti piccamenti, tirrem innanz.

Il ricorso a strumenti concettuali, il processo di categorizzazione, la distinzione dei concetti, ecc. fanno parte dello strumentario analitico minimo di ogni impresa intellettuale. Se ho indicato alcune delle fonti su cui ho basato e baso le mie asserzioni l’ho fatto per dare modo a chiunque di ripercorrere in maniera obbiettiva l’iter che mi ha condotto a determinate conclusioni.
Quando parlo di “lettura manichea†mi riferisco esattamente all’utilizzo dello schema “due principi, tre tempiâ€, non ricorro a un’espressione fumosa quanto indefinita come fa il Guelfo.

Con una dose minima di onestà intellettuale il Guelfo avrebbe potuto fare due cose: a) contestare la fondatezza di questo schema, cioè controargomentare ad esempio che esso non è applicabile alle moderne ideologie summenzionate e ai loro derivati; b) contestare la validità e/o la verità del ragionamento logico in base al quale ho rinvenuto il medesimo schema nel Blondet- pensiero.

Ma il Guelfo probabilmente legge queste cose per la prima volta, e non è in grado di controbattere con argomenti solidi. Dunque si limita a sortite che denotano estrema scorrettezza intellettuale e un larvato disprezzo della ragione, come quella di inventarsi cose che non ho mai detto, liquidando poi quel che ho scritto come “schematismo†fino addirittura a negare sprezzantemente, penso di poter dire contro il buon senso stesso, che chi scrive abbia argomentato la propria posizione. (Ricorso al ridicolo e Ricorso al disprezzo)

Viceversa, un dibattito serio e rispettoso dell’interlocutore comporta il porsi su un terreno razionale comune ad entrambi dandogli il modo di verificare la fondatezza delle affermazioni.
In caso contrario, ripeto, parliamo di gusti soggettivi. A me Blondet non piace, a te sì, e via discorrendo. Spiace, ma non ho tempo da perdere in discussioni simili.

Se poi devo giudicare il peso delle “argomentazioni†del Guelfo, devo dire che stiamo un po’ raschiando il fondo del barile.
Insomma, non si dà matrice gnosticheggiante in Blondet, che arriva a considerare il Nulla come dimensione essenziale di Dio, perché tra le altre cose a suo tempo è stato amico di Samek Lodovici… Eh, la solita storiellina dell’amico ebreo riveduta e adattata al caso, questo sì che è argomentare! Non riesco nemmeno a trovarlo nella pagina delle fallacies tanto è spendibile come argomento l’essere amici di Tizio o Caio. C’ho l’amico che ha scritto un libro antignostico, dunque non posso manifestare pubblicamente delle tesi dal chiaro sapore gnostico. Ma per favore…

Tanto per essere chiari su questo punto, invito a leggere questo pezzo: Teresa e il suo Abisso.

Rispondendo a un malaugurato lettore, Blondet arriva a dire che Dio permette il male «perché il male, la sciagura, è un bene superiore». Un affermazione che va “solo†contro tutta la teologia tomista, il principio di contraddizione fondato sull’irriducibilità di essere e non essere, e scusatemi se è poco. E leggendo il prosieguo si capisce il motivo di cotante asserzioni: «C’è un solo Dio ma in tre persone: è il mistero della vita intima di Dio, che è Amore.Un Amore che non riusciamo nemmeno ad intuire, tanto è estremo e terribile spoliazione: Dio Padre si spoglia della Sua divinità per il Figlio; diverrebbe un nulla, se il Figlio non gliela restituisse accettando di essere Nulla. Essi “sono†solo perché “rinuncianoâ€, l’Uno a favore dell’Altro. E lo scambio di questo amore estremo è così totale ed integrale, da essere esso stesso Dio, ed è lo Spirito. Ma s’intende, questa non è che una approssimazione dell’inspiegabile. Avrebbe fatto meglio a non scrivere anche lei, e non costringermi a scrivere di questo» (Risposta di M. Blondet alla lettera di Pierfrancesco P., Trinità e politeismo, 13/06/07).

E se non si crede al sottoscritto, provate a sottoporre questi scritti all’attenzione, che so, di un don Ennio Innocenti, studioso di gnosi non sospetto di “asservimento†al Quarto Reich. Poi riferitemi la risposta. Dato che sono un po’ presuntuoso, penso di immaginarla.

Quanto all’altra “provaâ€, quella delle critiche blondettiane a marcionismo e gnosi, questo bisognerebbe chiederlo a lui. L’impressione è che non abbia le idee molto chiare. Imperizia dottrinale, tutto qui. Lo dimostra il fatto che Blondet creda che la Chiesa si dichiari dipendente dall’Antico Testamento per «umiltà» (sic!), dopo aver definito l’Antico Testamento una «storia di vendette, odio e sete di potere, di astuzie e slealtà» ed essere «Beatitudini sono l’esatto contrario di ciò che insegna la Bibbia ebraica, e così il comando «ama il tuo nemico»» (Bibbia giudaico-cristiana?). Tolstoj, tipico esempio di spirito gnosticheggiante, dice più o meno lo stesso.

Con buona pace del Guelfo resta il fatto che i seguenti sono tutti temi tipici del marcionismo:

a) la contrapposizione radicale tra l’«amore» delle Beatitudini e il legalismo veterotestamentario (tesi contestata perfino da Romano Amerio in Iota unum);

b) l’idea che Cristo, sulla scia del profetismo veterotestamentario, annunci la “liberazione†dalle “pastoie†della Legge (cfr. quanto scrive Blondet ne I fanatici dell’apocalisse, ed. il Cerchio. Cito a memoria non avendo il testo sottomano). Secondo Il Nostro Cristo, in nome di uno «stato d’eccezione», «viola sistematicamente i precetti e i canoni, mangia con peccatori e prostitute: i farisei ne sono continuamente urtati e scandalizzati». Inoltre continua a sostenere la tesi kenotica per cui «Dio Padre si spoglia della sua divinità, e che resterebbe nulla se il Figlio non gliela restituisse intera» (Perché è meglio che taccia)

Per capire cosa intendo per “imperizia dottrinale†basta una scorsa all’Adversus Haereses di Sant’Ireneo, Dottore della Chiesa non a caso fortemente polemico con Marcione, per scoprire che è vero il contrario: Cristo, lungi dal violarla, adempie perfettamente la Legge. Il Catechismo della Chiesa Cattolica ha fatto propria la dottrina di Sant’Ireneo, e non poteva fare altrimenti: «Gesù, il Messia d'Israele, il più grande quindi nel regno dei cieli, aveva il dovere di osservare la Legge, praticandola nella sua integralità fin nei minimi precetti, secondo le sue stesse parole. Ed è anche il solo che l'abbia potuto fare perfettamente.» (578). «L'adempimento perfetto della Legge poteva essere soltanto opera del divino Legislatore nato sotto la Legge nella Persona del Figlio» (580). Dunque Cristo non ha “violato†alcunché, mentre si può dire che ha dato della Legge l’interpretazione autentica essendo Lui, per così dire, la Torah vivente.

Non ero al corrente del fatto che introdurre il non essere all’interno della Trinità facesse parte dell’ortodossia cattolica: evidentemente sono troppo influenzato dal mio schematismo manicheo e annesso nichilismo estetizzante.

Peraltro non sono stato l’unico a notare questi influssi chiaramente gnostici.

Pregherei il Guelfo di darsi una letta a questi interventi di Alessandro Sanmarchi...
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#20   24 Aprile 2008 - 11:20
 
NESSIE the Monster Of Loch Ness that appears from under the water of the lake With the sound of a flute, played by a black man without a face.

News: Video TV Avellino. Trasmesso in tutto il mondo.-

Per adesso e’ disponibile solo in italiano.-


L’Uomo Nero chiama Nessie il mostro di Loch Ness con il flauto

Video Nessie Inedito Quadro di MC ESCHER datato 18.1.1949
Video Nessie Unpublished Painting MC ESCHER date 18.1.1949


NESSIE Loch Ness Monster

Youtube :

http://it.youtube.com/watch?v=IYhTzywOYWI


http://it.youtube.com/watch?v=RQrovNERYfU

http://it.youtube.com/results?search_query=nessie+volturara&search_type=


Ebay

http://cgi.ebay.com/ESCHER-report-painting-unpublished-NESSIE-Loch-Ness_W0QQitemZ180235297920QQihZ008QQcategoryZ551QQssPageNameZWDVWQQrdZ1QQcmdZViewItem

http://cgi.ebay.it/ESCHER-perizia-quadro-inedito-NESSIE-Mostro-Loch-Ness_W0QQitemZ180235304828QQihZ008QQcategoryZ109685QQssPageNameZWDVWQQrdZ1QQcmdZViewItem


http://search.ebay.com/search/search.dll?from=R40&_trksid=m37&satitle=escher+nessie&category0=

http://search.ebay.co.uk/search/search.dll?from=R40&_trksid=m37&satitle=escher+report

http://search.ebay.it/search/search.dll?from=R40&_trksid=m37&satitle=escher&category0=

http://search.ebay.it/search/search.dll?sofocus=unknown&sbrftog=1&dfsp=1&from=R10&_trksid=m37&satitle=escher&sacat=-1%26catref%3DC6&sargn=-1%26saslc%3D3&sadis=200&fpos=CAP&sabfmts=1&saobfmts=insif&ga10244=10425&ftrt=1&ftrv=1&saprclo=&saprchi=&fsop=1%26fsoo%3D1&coaction=compare&copagenum=1&coentrypage=search&fgtp=

http://search.ebay.com/escher_W0QQ_trksidZm37QQfromZR40QQfrtsZ200

http://cgi.ebay.com/ESCHER-report-painting-unpublished-NESSIE-Loch-Ness_W0QQitemZ180221992149QQihZ008QQcategoryZ20135QQssPageNameZWDVWQQrdZ1QQcmdZViewItem

Internet :
http://www.romanzieri.com/archives/001204.php
http://www.ladysilvia.it/magaView/news/8885/arte

http://www.ladysilvia.it/magaView/news/7869/arte

http://www.fimservice.it/pdf/pol-lugAgSet07.pdf
http://www.ladysilvia.it/magaView/news/7662/cronaca
http://www.irpinianews.it/DaiComuni/news/?news=19596

http://telegolfonews.blogspot.com/2007/07/n-e-s-s-u-n-o-n-e-p-r-l.html
http://www.fimservice.it/pdf/pol_dic06.pdf
http://www.fimservice.it/pdf/pol_gen07.pdf
http://www.napoli.com/stamparticolo.php?articolo=13464
http://www.fimservice.it/pdf/pol_marz07.pdf
utente anonimo

#21   24 Aprile 2008 - 11:22
 
Pregherei il Guelfo di darsi una letta a questi interventi di Alessandro Sanmarchi (nn. 49 e 52) su un forum che credo lui conosca, nel quale parla di «tendenze gnostiche di base» e sostiene che «sul piano dottrinale la vicinanza di Blondet all’Islam non mi pare infatti condivisibile, soprattutto perché, come cercherò di mostrare nel terzo e quarto punto qui di seguito, tale vicinanza pare derivare da una visione gnostica di fondo, che, di principio, vale non solo nei confronti della religione islamica, ma di qualsiasi altra religione o setta».

Che poi, dopo essersi visto tacciare di «catto-talebanismo», Sanmarchi sia convolato “a nozze†con FdF, beh, questo mi pare indicativo dell’estrema confusione che regna in certi ambientini.

Per finire: sono contento che il Guelfo convenga con me nel giudizio agostiniano su Babilonia. Potrebbe spiegarmi cosa intende? Così, tanto per capire se stiamo parlando della stessa cosa. Se non è, come temo, l’ennesima invenzione fantastica, gradirei anche una definizione di “nichilismo estetizzanteâ€, magari che non sia così ampia da poter essere applicata all’universo mondo.
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#22   24 Aprile 2008 - 11:57
 
abbiamo scoperto 2 cose:
1) che c'è un Tizio che del Mistero della Trinità ha capito tutto. LUMINOSO !
(noi poveri mortali "stiamo contenti al quia"; un po' più di noi ne sanno Piero Coda e Bruno Forte).

2) che oggi il compito più urgente, quasi unico, del cristiano, è di dare dell' eretico a Maurizio Blondet. LEGISLATORE !
(noi poveri "benaltristi" avremmo pensato che "ben altre sono le priorità".
Tra le quali priorità, noi non mettiamo quella di stare a discutere con quel Tizio del punto 1).

ciao, by Leon
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#23   24 Aprile 2008 - 12:07
 
Uff, siamo alle solite…
Ma non è che qualcuno ha aperto una Fallacy School?
Proprio qui dovevano mandare gli allievi del primo anno?

Ricorso al ridicolo

Ricorso al ridicolo è un errore in cui il ridicolo o la derisione è sostituita ad una prova in un'"argomentazione". Questa linea di "ragionamento" ha la seguente forma:
1. X, che è qualcosa di ridicolo viene presentato (tipicamente diretto all'affermazione).
2. Quindi l'affermazione C è falsa.
Questo tipo di "ragionamento" è fallace perché deridere un'affermazione non mostra che è falsa. Questo è estremamente chiaro nel seguente esempio: "1+1=2! Questa è la cosa più ridicola che ho mai sentito!"
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#24   24 Aprile 2008 - 18:59
 
Vedo che la discussione ha preso una piega eccessivamente polemica, peccato. Aggiungo solo che, personalmente (e spero di non cadere nel ma-anchismo veltroniano) pur essendo un lettore assiduo di Effedieffe trovo che alcune osservazioni di Leggenda sul Blondet- pensiero siano pertinenti. Tra l'altro, è lo stesso Blondet ad ammettere che la sua non è ortodossia dottrinale, il che (per quel che riguarda gli articoli ad argomento religioso) obbliga il lettore cattolico a "prenderlo con le molle" (consiglio che, curiosamente, mi diede Vittorio Messori quando gli chiesi un parere sul collega, che peraltro mi ha detto di apprezzare). Parliamo di un giornalista sicuramente atipico, di notevole intelligenza e acume (leggo sul tuo blog che anche tu, Leggenda, in passato lo hai considerato in questo modo). Penso sia reale il rischio che, come accennava anche Sebastiano, Blondet tenda a chiudersi nella compiaciuta solitudine del prfoeta inascoltato. E penso anche che forse scriva troppo. Tuttavia, lo ribadisco, sono molto grato ad Effedieffe per il suo lavoro di informazione alternativa, coraggiosa e anticonformista (nonostante qualche inevitabile caduta di stile).

Riguardo la presunta matrice gnostica del pensiero di Blondet, confesso di non averci mai pensato. Sarebbe interessante conoscere il parere del diretto interessato. "Metamorfosi della gnosi" di Samek Lodovici è un testo disponibile nella libreria di Effedieffe, spesso citato negli articoli e, come è stato detto, Blondet era molto amico dell'autore (preciso che però non ho ancora questo importante libro). Certo, sarebbe tragicamente ironico se il direttore di un sito che si propone di denunciare e combattere l'eresia gnostica in tutte le sue forme ne rimanesse vittima egli stesso...
Anche sul tema del complottismo si è parlato recentemente su Effedieffe. Sicuramente quando si espongono certe teorie si attira ogni sorta di "svalvolati", ed è ben non dimenticare il grave pericolo di questa ideologia. E' questa la trappola in cui è caduto Blondet con l'11 Settembre? Certo io non posso escluderlo.

Per finire, condivido l'ammirazione per un grandissimo come Augusto Del Noce.
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#25   24 Aprile 2008 - 23:07
 
Sì, sei piccato, con ogni evidenza, pazienza.

Difetterò in ermeneutica, ma un passo e chiudo, di norma, significa quel che significa. Prendo atto che passo e chiudo, per te, va inteso con “passo e chiudo, per oraâ€.

Al netto della tua caricatura e del tono sprezzante, evidente, tra l’altro, dal rivolgerti all’interlocutore con la terza persona, nonostante tanto sproloquiare sul rispetto dell’interlocutore, vengo agli argomenti, non facili da rinvenirsi in mezzo a tutta la boria retorica.

Ad primum. Io ho ribadito la legittimità della critica ad Israele, tu hai fatto altro che arruolarmi, insieme a Blondet, tra gli islamizzanti, in quanto non giudaizzante. Complimenti sempre per il rasoio di Okkham. Hai cioè perseguito nella tua scansione manichea (irriducibile bipolarità dei principi), della quale ti guardi bene dal dar conto, islamizzanti Vs giudaizzanti.
Quanto all’iperbole caricaturale, di grazia, quando avrei mai scritto io che: “Guelfo mi accusi neanche troppo velatamente di essere un servo dell’imperialismo americanista, osannante e benedicente il Faraone Bush […]â€, come invece mi fai dire tu? Così come per il manicheismo, ma pare essere una tua costante, sei il primo a ricadere nelle accuse che pretenderesti di formulare all’indirizzo altrui. Deformare, come hai fatto, la realtà, io lo intendo metaforicamente come sputare e alzar la voce, escamotages del cui spessore argomentativo preferirei glissare, per carità cristiana.

Curioso poi il fatto che cerchi di contrabbandare le mie repliche come obiezioni ad hominem, laddove lamentavo proprio quello nel tuo atteggiamento. Più che dare del manicheo a chi non sia in sintonia con il tuo pensiero (???), non hai fatto. Sempre in attesa di leggere la documentata smentita della fola dei dancing jews, a proposito di argomenti sostanziali.

Francamente, di proseguire a farti notare come il ridurre gli argomenti miei alla caricatura che ne fai, non ne ho voglia, è un problema tuo. L’attività di tutorato alle matricole di filosofia l’ho terminata da un decennio, bissarla con chi palesa solo malafede e pressapochismo, spacciato sotto la moneta spicciola di un nozionismo da bignami, non ne val la pena, e non ne avrei comunque il tempo. Capisco sia esaltato dai corsi di teoretica uno frequentati di fresco, e che tu muoia dalla voglia di esibire tutti i modi e figure del sillogismo ivi appresi, nonché i tesori che logica maior e minor possono schiudere, ma c’è tempo e luogo per quello.

Ritiro ogni consenso ingenuamente ipotizzato, se anche vi fosse stata parentela di pensiero, so per certo non potervi essere stata alcuna concordia d’intenti, dal che nessuna concordanza. Io intendevo il S. Agostino del De Civitate, ovviamente, e la Sua critica ad alcuna Gerusalemme terrena auspicabile, leggi nessuna benedizione apriori ad alcuna civitas temporale, ma non vale più la pena parlarne. Il nichilismo estetizzante, che appunto non si trova nei bignami, ma che ha avuto diverse forme anche letterarie, d’Annunzio giusto per dirne uno, è quell’atteggiamento perverso che legge il bello nella morte, staccandolo dal vero. Era un’altra angolatura del cupio dissolvi, in cui, talvolta, mi pare Blondet rischi di cadere. Ma, appunto, estetica e morale sono esami che si fanno più avanti, non scoraggiarti.

Mi scuso con Sebastiano per la pessima china dei commenti. Da parte mia prometto non nutrirò ulteriormente il Troll.

P.S. il forum di politica on line lo conosco poco, il guelfo nero che lì scrive, e che pur conosco, stimandolo, non sono io.
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#26   26 Aprile 2008 - 02:54
 
Per principio evito commenti troppo lunghi e articolati che prevarichino o stravolgano i post del padrone di casa, cercando di concentrarmi in una battuta o due. Evito anche i battibecchi prolungati.
Leggenda ha abitudini diverse, tra le quali quella di non apprezzare l'ironia. Non tutti siamo fatti allo stesso modo, ma tutti abbiamo il diritto di esistere.
E allora voglio offrirgli un piccolo contributo amichevole e sincero, mettendo da parte l'ironia che