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martedì, 21 novembre 2006

Amici e fratelli ci chiedono, anche se non direttamente, di ospitarli visto che sono stati banditi dal web, mercè i buoni uffici di qualche protettore troppo zelante.

Ecco, faccio la mia parte: da http://www.culturacattolica.ilcannocchiale.it

CI HANNO OSCURATI E NOI CHIEDIAMO ASILO PER POTER FAR SENTIRE LA NOSTRA VOCE.

I FATTI

la nostra collaboratrice Nerella Buggio ha fatto un articolo sulla fiction di Lino Banfi, chiedendo, tra altre considerazioni, di spostare il programma in seconda serata. La Repubblica ha messo la notizia in prima pagina sul suo sito web, dicendo che «i cattolici della rete contro Banfi» chiedono di «oscurare la fiction omosessuale».

L’esito di questo è stato un attacco verbale e informatico contro il nostro sito, per cui ora non è più visibile, nonostante i tentativi dei responsabili del servizio di riparare la situazione.

Nonno Libero diventa "il padre delle spose"
Lino Banfi, interprete di Nonno Libero, nella fiction televisiva "un medico in famiglia", ci ha lentamente abituati con la sua aria sorniona, alle famiglie "aperte", dove regna l’allegria, la mancanza della mamma è surrogata da nonni e tate premurose, dove il padre si sposa la zia e insieme spariscono per lunghi mesi, lasciando la famiglia nelle mani di questo instancabile nonno, che denigra la scuola libera, inneggia al sindacato come risolutore di tutti i mali e si sposa la consuocera borghese per redimerla.

Ora nonno Libero, si lancia in un’altra operazione di "marketing culturale", con la prossima fiction in onda su RAI UNO, il 20 novembre, in prima serata, dal titolo "Il padre delle spose", racconta la storia di un padre, pugliese, vedovo, che dopo molti anni che non vede la figlia che vive in Spagna, decide di andare a Barcellona a trovarla e la trova, sposata con un’altra donna.

Dopo il rifiuto iniziale del padre tradizionalista, gli autori garantiscono il lieto fine, ci mancherebbe altro, del resto sempre di un matrimonio si tratta, o no?

No.

Due donne sono una coppia che vive insieme, non basta che una legge dica che anche se dello stesso sesso possono dirsi "sposate", il matrimonio è un’altra cosa, spiacente, ma le parole hanno un peso e gli impegni che si prendono sono differenti.

Lo so, le accuse di razzismo e di grettezza mentale, sono assicurate, persino un vecchio patriarca pugliese si arrende e finisce per accogliere le due donne come figlie e voi vorrete protestare?

Beh, io sì. Una cosa è accogliere la figlia lesbica e un’altra è dire che il matrimonio tra due omosessuali e due eterosessuali è la medesima cosa.

Io voglio protestare, perché questo continuo far passare in televisione l’idea, che tutte le unioni possono essere equiparate, è una forzatura innaturale.

Non sospenderanno certo la fiction per le nostre proteste, ma far sentire la nostra voce, chiedere lo spostamento in seconda serata e magari disdire il canone RAI potrebbe essere utile.

TV: SPOSE GAY, OSCURATO DAGLI HACKER SITO CATTOLICO. L'ATTACCO INFORMATICO DOPO LE CRITICHE ALLA FICTION

Milano, 21 novembre - Il sito internet www.culturacattolica.it, "contenitore" tematico di informazione, documenti ed articoli di attualità, storia e cultura, da sabato pomeriggio non è più accessibile a causa di un micidiale attacco di hacker. A scatenare il bombardamento dei "pirati informatici" è stato l'intervento pubblicato dal sito con il quale si chiedeva che la fiction televisiva di Lino Banfi, "Il Padre delle Spose", oggi al centro del dibattito sociale e politico, venisse trasmessa in seconda serata. "E' una plateale, gravissima manifestazione di intolleranza oscurantista (infatti ci hanno oscurati) - commenta in una nota don Gabriele Mangiarotti, responsabile del sito - un inaccettabile attacco alla democrazia e alla libertà di espressione". "Se qualcuno pensa - continua don Gabriele - di mettere il bavaglio a chi, nel rispetto dei principi base della Costituzione e in maniera civile, vuole esprimere i propri pensieri e le proprie idee si sbaglia di grosso. Abbiamo già chiesto l'intervento della Polizia Postale affinché ci venga data la possibilità di riappropriarci di un mezzo d'informazione legale e democratico. Non ci interessa conoscere i nomi degli esecutori materiali che stanno agendo sui nostri sistemi informatici e neppure degli eventuali mandanti che vorrebbero tapparci la bocca. Chiediamo soltanto che venga ripristinata la legalità e riaffermato il principio della libertà di espressione, per noi e per tutti".