Davvero deprimente l’intervista rilasciata ad Alberto Bobbio da Francesco Diani, lo “storico” curatore della Lista dei siti cattolici italiani, pubblicata su Famiglia Cristiana.
Non per quello che Diani e Bobbio dicono né per il tono che utilizzano, ma per il modo con il quale la blogosfera cattolica (che essi danno quasi per inesistente) viene dipinta: morta (o moribonda) cioè prima di nascere ovvero -se emittente vagiti per una qualche ventura- venuta alla luce malata di “tradizionalismo” e “devozionalismo sentimentale”, dedita a “forme di preghiere intercessorie che rasentano la magia e la superstizione”.
L’uso di questi termini rende già evidente il taglio ideologico dell’intervista: Bobbio -inviato anche di Jesus- e Diani “stanno ancora aspettando” che i “cattolici” (quelli “veri”, cioè, in quanto sensibili al “confronto tra esperienze religiose”) approdino “in rete” e che, in particolare, si diano da fare -senza dar vita ad “esperienze sconfortanti” quali quelle che essi citano- nella blogosfera.
Essi, “i cattolici”, starebbero insomma riproponendo nel nuovo millennio il loro consueto ritardo epocale, lasciando che lo spazio venga occupato da blogs di dubbia provenienza in cui -per la maggior parte- il logo di riferimento è il “cavaliere templare con la spada sguainata”, immagine cara a chi si raffigura “gli altri” credenti come ambiguamente contigui ad ambienti leghisti se non di peggio (come è dato apprendere dalla precedente stilettata dei paolini sul Jesus del novembre 2000).
E -a conforto di questa idea del ritardo (e, verrebbe da pensare, dei “ritardati”)- Diani ci rimprovera (e già, perché mi sento rimbrottato pure io) di non occuparci delle esternazioni di Beppe Grillo -“il dibattito più clamoroso della rete”- quasi che sia doveroso per noi cattolici dividerci fra mastelliani e grillini, senza che però sia lecito -secondo Scrittura- appartenere a Paolo o ad Apollo…
E, confortato dai titolini del Bobbio (“il profilo è basso”, “patologica impreparazione”), Diani ammonisce il lettore di Famiglia Cristiana su come non dovrebbe essere la nuova presenza dei cattolici in rete, redigendo una seconda lista: di proscrizione.
Lista nella quale nereggiano i “bloggers teocon” e nella quale egli include -scandalizzato dall’appropriazione della figura di La Pira (o, meglio, del La Pira che egli si è raffigurato) da parte dell’omonimo Circolo umbro- anche il sito di Antonio Socci che, in realtà, non ha mai inteso aprire un blog.
Tale è -verrebbe da ricordare a Diani che pure, secondo Bobbio, è un “vero e proprio segugio dell’agorà internettiana, insomma, un’autorità nel suo campo”- un diario aperto ai commenti (moderati o meno) dei lettori, non certo un sito nel quale vengono riportati (senza possibilità di glosse altrui) solo gli articoli di un giornalista o di uno scrittore come Socci.
Blog, insomma, è quello di Luigi Accattoli, additato ad esempio, con gli altri vaticanisti che pure troverete nel blogroll qui accanto, che però -contrariamente a molti di noi, che scriviamo solo per passione- si occupano da tempo delle cose di Chiesa anche per mestiere.
Senza che ciò impedisca al vaticanista del Corriere, tuttavia, di postare (com’è nel suo diritto e nello stile di un diario che non è né deve essere una raccolta di soli articoli) cose come questa che però, a Diani s’intende, potrebbero suonare intrise di “sentimentalismo”, anche se non “devozionale”.
Non manca, infine, il solito accenno al Motu proprio (che pure sarebbe un argomento di attualità, anche se su un piano un po’ diverso dal V-day), sul quale apprendiamo -sia pure nel consueto modo “obliquo”- l’opinione del curatore della Lista dei siti cattolici.
Fin qui dunque l’intervista di questa “autorità nel suo campo”.
Alla sensazione di amarezza che ci pervade (ed alla convinzione che, da parte di Diani come di Famiglia Cristiana, si sia persa l’ennesima occasione per evidenziare su un medium tradizionale una presenza che è ben più vasta e complessa) si unisce la consapevolezza che il curatore di Siticattolici -che pure ha il merito di aver messo su una lista in cui, tuttavia, spesso è dato trovare di tutto- abbia omesso forse per dimenticanza, indirizzi di blogs che pure (ad una sommaria ricerca) vi risultano segnalati, e che hanno un grande spessore culturale, propositivo e dialogico (così come, crediamo, li intenda Diani).
Pensiamo -tra i tantissimi altri- a Zaccheo o a Sivan, a SecoloXX e dintorni, Berlicche e, perché no?, a Pescevivo incredibilmente segnalata da Diani con un “segnale stradale di pericolo”, quasi “spacci” non saggezza, equilibrio, amore per tutta la cultura (e non solo quella cattolica), ma idee sovversive della correctness (quale la intendono lui e Bobbio).
Insomma caro Diani e se mi è lecito un consiglio: prima della prossima intervista da “autorità” e della prossima comparsata nell’invisibile TV dei vescovi italiani, si faccia un giro più attento della sua lista e magari cerchi un po’ oltre quest’ultima: troverà qualche altro centinaio di blogs che le daranno un’idea diversa della vitalità della blogosfera cattolica (ma lei, se mi è lecito chiederglielo, dov’era all’epoca del referendum sulla legge 40?); una vitalità che esiste, sebbene non sia come lei la vorrebbe.
Update 4/10/2007 ore 22.02
Non ho avuto tempo prima: segnalo lo splendido post di Berlicche sul tema: Gli insignificanti
Update 5/10/2007 ore 14.56
Su quanto scritto in Famiglia Cristiana voglio segnalare altresì un'altro importante contributo: quello odierno di Pesce Vivo.
Update 7/10/2007 ore 21.26
Ancora un'altra voce, stavolta "multipla" Samizdatonline.