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lunedì, 23 giugno 2008

Fine settimana all'insegna del protagonismo ecclesiale.

A Tempio Pausania, il locale vescovo -chiesto di una delucidazione da un fedele divorziato sulle possibilità di una revisione della dottrina morale sulla comunione ai separati risposati o conviventi con altro partner- ha suggerito al predetto fedele di avvalersi delle sue prerogative attuali di Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana per far sì che, in futuro, le cose possano cambiare ...

Una bella risposta, non c'è che dire. Oltre che un significativo sintomo della comunione con Pietro del prefato episcopo, a livelli tali da suggerire ad un semplice fedele, per quanto prestigioso, di sgomitare nelle alte sfere affinchè muti la prospettiva etica cattolica sull'eucarestia ai divorziati.

Più consolatorio -non certo nella prospettiva di certo mieloso buonismo ecclesiale- l'episodio che ha visto protagonista l'arcivescovo di Padova, il quale ha letteralmente accompagnato alla porta della chiesa (prima che iniziasse la Messa) il giornalista che pubblicò ed alimentò il ben noto affaire del "prete innamorato".

Il quale ha protestato, oltre che da cronista (col solito corteo di solidarità castali), anche da "cattolico", quale egli si è definito.

Sto, in questo caso, col tosto Pastore padovano: da "cattolico", infatti, il giornalista dovrebbe sapere che sono due i modi di dare scandalo. Il primo è comportarsi scandalosamente, il secondo è diffondere lo scandalo, amplificarlo, estenderlo in modo che faccia più danno possibile a chi lo subisce (e chi lo ha subito qui è proprio la Chiesa) ....

Senza dire che, sempre da "cattolici", non ci sarebbe dato servire due padroni: Dio e la notizia. 

mercoledì, 21 maggio 2008

Quando Maurizio Blondet merita, è sempre il benvenuto. Anche in questa modestissima magione.

Ma questi citati nell'articolo linkato, non dovrebbero essere per il "rientro dolce"?

Ah, che sbadato!: meglio morire abortiti che sballotolati da un ciclone fra le capanne di paglia....

martedì, 20 maggio 2008

C'è da restare basiti -come me- a leggere questo post di Paolo Rodari sui web awards cattolici.

Trascurando -per un solo attimo- la trasudante improvvisazione che impregna la vicenda, non si può non dire che siamo alle solite....

La notizia merita -credo- un'ampia diffusione e non solo nella blogosfera nostrana.

Perchè Paolo Rodari non pare troppo lontano dalla verità quando afferma che:

Probabilmente l’Associazione Webmaster Cattolici Italiani non si era resa conto che su maranatha.it vi sono tutti i sussidi necessari alla Messa Vetus Ordo (quella in latino, liberalizzata da Benedetto XVI) e una volta appuratolo ha ritenuto di fare marcia indietro. Se così fosse, l’epilogo di questa storia è veramente triste. Un epilogo che non solo maranatha.it, ma anche la Chiesa tutta non merita.

venerdì, 01 febbraio 2008

Condivido, è ovvio, il timore per le prospettive inquietanti legate alla notizia di una possibile via per riprodurre -dal midollo femminile- sperma in grado di fecondare altre donne.

Ma, mi pare, che se ne sia dimenticata una: il suggestivo capovolgimento del racconto della Genesi.

Lì la donna viene "tratta" dalla costola dell'uomo; qui potrebbe accadere l'esatto contrario...

Ad ogni buon conto: è senz'altro impressionante come certa "scienza" ripercorra, sia pure alla rovescia, il "letteralismo" (così lo chiamano) delle Scritture.

venerdì, 11 gennaio 2008

Stamani, su Il Giornale (anche on line), Andrea Tornielli ha raccolto l'opinione di Vittorio Messori sulla moratoria sull'aborto proposta da Giuliano Ferrara.

Questi i links dal sito del Giornale e dal blog di Tornielli (in cui è riportato il core dell'intervista).

Quest'ultima riporta la -già nota- preoccupazione di Messori: la religione cattolica come instrumentum regni e viceversa, in tempi di magra ideale ed ideologica come quelli che stiamo vivendo. Preoccupazione non peregrina, se si sta all'esempio offerto da Gianfranco Fini il quale, presentando di recente l'ennesimo restyling di AN, sembra essersi deciso a mutuare un po' più di magistero cattolico rispetto al passato....

E' ovvio: nessuno può sottoporre a critica le intenzioni di Ferrara, se non altro perchè nessuno è in grado -salvo divinazioni o confidenze intime che, forse, il solo Antonio Socci potrebbe avere ricevuto- di dire, se "dietro" alla fascinazione culturale subita dall'Elefantino, ci sia davvero un processo spirituale di conversione al cattolicesimo.

Qui mi riallaccio, comunque (e chiudo), a quanto Messori dice sulla fede-chiodo sul quale "appendere" la morale cattolica: non ci è stato spiegato come -concretamente- questa benedetta moratoria dovrebbe essere attuata al livello che più conta, quello di chi "decide" sul campo se abortire o meno. E di chi lo fa (non so se dire "purtroppo" o "per fortuna") impippandosene di quello che dicono gli intellettuali o i chierici.

Di chi, insomma, non ha un chiodo (o ha un chiodo piuttosto piantato male) al quale aggrapparsi quando la disperazione -anche quella che gli deriva dalla sazietà, biffianamente- lo coglie in presenza di una nuova vita alla quale dover lasciare il proprio spazio.