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giovedì, 17 aprile 2008

Ritenuto quanto scrive oggi Maurizio Blondet su Effedieffe, a proposito della visita del Papa negli USA e di quanto detto dallo stesso Pontefice all'arrivo, mi piace proporre ai lettori il seguente quiz, a mo' di interludio, con una piccola -ma non vincolante- rosa di risposte:

"Al ritorno del Papa in Italia, come commenterà Maurizio Blondet i possibili accenni che il Pontefice farà -in occasione di incontri bilaterali con il nuovo Governo Italiano- ai valori ed alla storia del nostro Paese?"

A) si riporterà, sine glossa, alla monnezza italiota;

B) citerà un episodio di ordinario fancazzismo nel settore pubblico;

C) si limiterà a dire che siamo stati capaci di far eleggere in Parlamento Fiamma Nirenstein;

D) non dirà nulla: noi non siamo gli USA.

martedì, 15 gennaio 2008

Dal sito di Repubblica:

L'Osservatore romano pubblica in prima pagina un lungo intervento di Giorgio Israel, professore ordinario di matematiche complementari dell'ateneo romano. Il docente, di fede ebraica, ricorda una conferenza del 1990 del professor Ratzinger definendo

''sorprendente che quanti hanno scelto come motto la celebre frase attribuita a Voltaire - "Mi batterò fino alla morte perchè tu possa dire il contrario di quel che penso" - si oppongano a che il Papa tenga un discorso all'universita' di Roma La Sapienza''.

Con un simile maestro -caro Israel- le conseguenze non potevano essere che queste...

P.S. Come sempre, a cose fatte, arriva l'intervento di Prodi.

Ma, si sà, essendo "adulto", ha avuto altro da fare....

venerdì, 11 gennaio 2008

* con la minuscola ed al maschile, per distinguerlo dall'avvenente attrice

E' in via di progressivo "seppellimento" -sotto la coltre di notizie inutili o meno gravi- lo strillo di mezzogiorno sulla "geniale" trovata odierna di Luciano Violante: convocare i direttori dei telegiornali per invitarli a non favorire il senso di insicurezza che gli italiani stanno percependo.

Nel frattempo l'iniziativa improvvida del deus ex machina di molta magistratura che fu viene "massacrata" da Maurizio Blondet.

Non si sa più, davvero, che cosa pensare.... 

venerdì, 11 gennaio 2008

Stamani, su Il Giornale (anche on line), Andrea Tornielli ha raccolto l'opinione di Vittorio Messori sulla moratoria sull'aborto proposta da Giuliano Ferrara.

Questi i links dal sito del Giornale e dal blog di Tornielli (in cui è riportato il core dell'intervista).

Quest'ultima riporta la -già nota- preoccupazione di Messori: la religione cattolica come instrumentum regni e viceversa, in tempi di magra ideale ed ideologica come quelli che stiamo vivendo. Preoccupazione non peregrina, se si sta all'esempio offerto da Gianfranco Fini il quale, presentando di recente l'ennesimo restyling di AN, sembra essersi deciso a mutuare un po' più di magistero cattolico rispetto al passato....

E' ovvio: nessuno può sottoporre a critica le intenzioni di Ferrara, se non altro perchè nessuno è in grado -salvo divinazioni o confidenze intime che, forse, il solo Antonio Socci potrebbe avere ricevuto- di dire, se "dietro" alla fascinazione culturale subita dall'Elefantino, ci sia davvero un processo spirituale di conversione al cattolicesimo.

Qui mi riallaccio, comunque (e chiudo), a quanto Messori dice sulla fede-chiodo sul quale "appendere" la morale cattolica: non ci è stato spiegato come -concretamente- questa benedetta moratoria dovrebbe essere attuata al livello che più conta, quello di chi "decide" sul campo se abortire o meno. E di chi lo fa (non so se dire "purtroppo" o "per fortuna") impippandosene di quello che dicono gli intellettuali o i chierici.

Di chi, insomma, non ha un chiodo (o ha un chiodo piuttosto piantato male) al quale aggrapparsi quando la disperazione -anche quella che gli deriva dalla sazietà, biffianamente- lo coglie in presenza di una nuova vita alla quale dover lasciare il proprio spazio.

lunedì, 03 dicembre 2007

Se, però, non posto da qualche tempo è perchè sono un po' indeciso su una cosa da fare in questo spazio: linkare Effedieffe, il sito delle omonime edizioni diretto da Maurizio Blondet.

Leggo da mesi (se non da qualche anno), ogni giorno, quanto va pubblicando l'ex giornalista di Avvenire, divenuto recentemente "famoso" per essere annoverato fra i c.d. "complottisti" che ritengono l'undici settembre il frutto di una cospirazione degli attuali vertici dell'amministrazione americana (o meglio, di quella parte dei suddetti vertici che si definisce teocon e si lega ad alcuni predicatori evangelici) in combutta con quelli dello Stato di Israele.

Sarebbe però "ingeneroso" ridurre Blondet ed Effedieffe, aldilà di alcuni distinguo che pure vanno fatti e non solo rispetto alla suddetta teoria del complotto, solo a quanto vanno affermando sull'undici/nove: c'è molto d'altro, e molto altro di buono.

I "punti a favore di Blondet" sono quindi tanti.

Per il momento, eccone dunque uno, molto buono, su una polemica che allora fece tanto scalpore: il cosiddetto "Vangelo di Giuda".