Sono già in ritardo nell'impegno preso con un nuovo amico: un professore che abita nell'isola Margarita, in Venezuela.
Le sue e.mails, toccanti per la sua storia personale, mi invitavano a fare mio e diffondere in Italia questo appello di alcuni cattolici di questa meravigliosa isola dei Caraibi.
Naturalmente, il tono della missiva va capito e contestualizzato: solo al "calduccio" della nostra libertà ci possiamo permettere di ricordare che Chavez....
Mah, meglio lasciar perdere. Per ora.
ALL’ECCELLENTISSIMO SIGNOR PRESIDENTE
HUGO CHAVEZ FRIAS
PRESIDENTE DE LA REPUBLICA BOKLIVARIANA DE VENEZUELA
PALACIO DE MIRAFLORES
SU DESPACHO.
Ci dirigiamo alla sua cortese attenzione con animo pieno d’amore e con il rispetto dovuto alla sua persona e all’alta carica di Presidente della repubblica bolivariana del Venezuela per manifestarle il nostro dolore e la nostra sorpresa per le parole da Lei espresse il giorno 8 di gennaio del 2007 nel teatro Teresa Carreño di Caracas durante la cerimonia per il giuramento del nuovo gabinetto.
Noi, sottoscritti, nell’esprimere il nostro rammarico e la nostra preghiera all’Altissimo, affinchè illumini con la sua misericordia l’azione politica e sociale del suo governo, non possiamo non manifestare il nostro dissenso per le parole offensive con le quali Lei ha chiesto a nostro Signor Gesù Cristo di condannare i vescovi del Venezuela.
Nel ricordarle il nostro profondo rispetto e la nostra solidarietà per la battaglia che Ella, Signor Presidente, conduce nel suo paese per mitigare gli effetti della povertà di milioni di esseri umani nel suo paese, e la nostra trepida attesa per il suo programma ideologico basato sul così da Lei chiamato “socialismo del secolo XXI, che ci auguriamo risolva le grandi questioni irrisolte del suo paese, in un clima di libertà e di rispetto alla dignità della persona umana, inclusi per coloro che dissentono dalla sua impostazione ideologica, non possiamo non deplorarela gravissima affermazione da lei profferita, durante la citata cerimonia di giuramento dei ministri del suo gabinetto.
Con profonda amarezza, osserviamo che non è la prima volta che Ella lancia accuse contro i vescovi del suo paese, che possono sbagliare come tutti gli esseri umani di questo mondo, quando esprimono considerazioni che esulano dalla missione dottrinale e morale della gerarchia della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, ed entrano in un campo squisitamente politico.
Però consideriamo anche che non è la prima volta che Ella, tenta in maniera surrettizia di dividere il Mistero e l’Insegnamento di Gesù dall’insegnamento della Chiesa Universale.
Le rammentiamo che nostro Signor Gesù Cristo si fece carne e abitò in mezzo agli uomini per la salvezza di tutta l’umanità e dunque anche dei vescovi del Venezuela, incluso il defunto Cardinale Monsignor Velasco Ibarra, che non può difendersi dalle sue accuse e contro il quale Ella tiene una particolare avversione.
Gesù ci insegna l’amore di Dio e l’amore verso il prossimo e verso i propri nemici, mentre osserviamo con molta tristezza che dalle sue espressioni non appare l’osservanza di questo fondamentale comandamento.
La invitiamo ,con molta umiltà, di riflettere sulle nostre considerazioni, perchè il continuo richiamarsi a Cristo in numerosi dei suoi discorsi non significa che Lei ne sia l’interprete autentico, avendo nostro Signore lasciato questo ruolo al trono di Pietro e ai Vescovi, supremi pastori della comunità ecclesiale.
Ci allegriamo del suo ripetuto richiamo allo spirito del messaggio del Salvatore, però Le ricordiamo anche che l’amore, la giustizia e la carità sono virtù indispensabili per adempiere al suo mandato.
Tutti noi abbiamo il dovere cristiano di proclamare nelle nostre azioni, ma soprattutto nei nostri cuori il Regno di Dio in questa terra, ma siamo anche consapevoli, secondo l’insegnamento di Gesù che siamo in questo mondo ma non apparteniamo a questo mondo nè al suo principe, per cui tentare di dare del suo messaggio un’interpretazione puramente sociologica, è contraria alla sua dottrina, che si realizzerà sicuramente nella patria celeste a cui tutti noi siamo chiamati, mediante la Passione, Morte e Resurrezione di Gesù.
Nell’esprimere l’augurio di successo per la sua missione a favore dei poveri, Le riconfermiamo il nostro amore e il nostro rispetto, augurandoci che il Venezuela possa vivere sempre in un clima di libertà e di giustizia e di amore, obbedienti al sublime messaggio di Gesù nostro Signore.